Roscioli sui dati OCI: “Intercettare gli eventi con strumenti adeguati, Roma non può non avere un convention bureau”
A

Emilio Milano e Giuseppe Roscioli

È fermo il commento di Giuseppe Roscioli sui dati (negativi) dell’Osservatorio Congressuale Italiano: “Occorre fare una scelta di campo ben precisa e consapevole e orientarsi verso un’economia che veramente si addica all’Italia. Oggi nel mondo si tengono decine di migliaia di eventi e occorre intercettarli attraverso strumenti adeguati.

I dati dell’Osservatorio Congressuale Italiano (vedi sotto l’articolo) sono stati presentati ieri anche a Roma, nel corso di un evento promosso dalla delegazione Federcongressi&eventi del Lazio che si è svolto a Villa Malta. Lo studio ha rilevato per il 2011 una significativa flessione nei numeri del congressuale italiano: numero di eventi a -2,88%, numero di partecipanti a -3,01%, giornate di presenza congressuale a -13,10% e pernottamenti a -12,82%.

Secondo Roscioli, che è presidente di Confcommercio Roma, vicepresidente vicario di Federalberghi e presidente del neo costituito Roma Convention Group (la società di gestione del polo congressuale romano detenuta da Eur SpA e Fiera di Roma), “le potenzialità per trasformare i segni negativi di questi dati le abbiamo, ma occorre fare una scelta precisa e, soprattutto, sensibilizzare le istituzioni e la classe politica perché inizino a comprendere, realmente, quali sono le potenzialità economiche di questo settore”. Un settore che, sostiene, ha margini di miglioramento di gran lunga superiori rispetto ad altri comparti della nostra economia nazionale e, paradossalmente, con costi di investimento notevolmente inferiori.

E se Roma è riuscita a guadagnare posizioni importanti sul mercato degli eventi rispetto ad altre aree del paese, la città “non può non avere un proprio convention bureau” dice Roscioli. “Occorre valorizzare i plus del brand Roma, da sempre città e destinazione desiderata”.

“Raccogliamo quello che non abbiamo seminato” commenta Emilio Milano, coordinatore regionale Lazio e Abruzzo di Federcongressi&eventi e organizzatore dell’evento di ieri. “È stata incerta la presenza della nostra offerta congressuale sui mercati internazionali, deboli i nostri investimenti e altalenante la nostra presenza ai grandi eventi internazionali, così come disarticolata l’azione verso i maggiori operatori che, con tempi lunghi di programmazione, muovono congressi e convention di grande numeri in grado di generare un flusso economico importante”.

Secondo Milano “una forte intesa pubblico-privata può mettere in moto tutte quelle potenzialità inespresse possono concorrere a una decisiva ripresa sia economica che occupazionale. Allo stesso tempo, occorre promuovere un piano regionale di sviluppo della meeting ed event industry che veda protagoniste le associazioni a supporto dei decisori pubblici”.

Commenta su Facebook