Osservatorio sulle gare pubbliche di comunicazione, i dati Assorel: il 22% degli appalti assegnato a due sole agenzie
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Aprire un dialogo con le istituzioni in tema di trasparenza delle gare pubbliche di comunicazione e di corretta competizione fra imprese: è con questo obiettivo che Assorel, l’associazione delle imprese di relazioni pubbliche, ha avviato quest’anno un Osservatorio Gare che monitora l’andamento dei bandi e di cui sono già disponibili i primi dati.

Il database di partenza su cui ha lavorato l’Osservatorio è quello delle gare aperte nel 2016, all’interno del quale sono stati presi in considerazione i bandi europei relativi a gare di comunicazione e relazioni pubbliche. L’analisi ha rilevato che l’anno scorso sono state 57 le gare bandite e assegnate dalle stazioni appaltanti, nello specifico Regioni (16 bandi), Comuni (13 bandi) e Ministeri (3 bandi).

Il dato appare esiguo, commentano da Assorel, soprattutto se lo si rapporta – per esempio – ai 140 milioni di euro che le Regioni hanno speso lo scorso anno in promozione turistica, attività per la quale soltanto 3 Regioni (fonte Confturismo) hanno messo a gara un budget di spesa.

Un’altra rilevazione riguarda il Dipartimento per l'informazione e l'editoria, la struttura della Presidenza del Consiglio dei Ministri che coordina le attività di comunicazione istituzionale: nel 2016 ha programmato 22 campagne di comunicazione per le quali però non sono stati rilevati bandi pubblici, ma solo alcune manifestazioni d’interesse senza ulteriore tracciabilità. Tale procedura, sottolinea Assorel, lascia spazio all’assegnazione diretta degli “incarichi sotto soglia” (40mila euro) o agli incarichi entro i 150mila euro, assegnati con procedura negoziale a cottimo fiduciario con almeno 5 partecipanti, e lo stesso iter viene seguito per gli incarichi fino a un milione di euro con 10 partecipanti.

Dall’analisi delle società vincitrici degli appalti emerge inoltre che il 22% delle gare è stato assegnato a due sole agenzie e che la maggior parte dei bandi impone la rispondenza a requisiti molto stringenti, di fatto uno sbarramento a quella sana competizione tra imprese che è la linfa vitale del mercato. La conseguenza è lo scadimento della qualità dei servizi dovuta al ribasso degli onorari, che ha nel dumping la peggiore deriva. Uno scenario che il nuovo codice degli appalti si è dimostrato incapace di risolvere.

“L’Osservatorio Gare è il primo contributo concreto a una ricerca di trasparenza basata su fatti oggettivi, che necessitano di una soluzione attraverso la mediazione e il dialogo con le istituzioni competenti” dichiara Filomena Rosato, presidente di Assorel. “Tutte le parti coinvolte del mondo della comunicazione e dei servizi a valore aggiunto devono agire coese verso il raggiungimento di un obiettivo comune”.

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