Federcongressi lancia la PCCO Academy: il past president Paolo Zona critica, il presidente Buscema replica
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Mario Buscema e Paolo Zona

Il PCO (professional congress organizer) non più “mero” fornitore di servizi logistici-organizzativi e coordinatore di fornitori, ma consulente e partner strategico per il  committente dell’evento. Il mercato dà ormai per scontata la logistica e l’organizzazione, e per rimanere sul mercato è necessario che i PCO elevino lo standard qualitativo dei servizi professionali che offrono. È con queste premesse che, dopo un lavoro di progettazione lungo un anno, Federcongressi&eventi ha lanciato il progetto PCCO Academy (dove la C aggiuntiva di PCCO sta proprio per “consultant”), un percorso di formazione rivolto alle agenzie di organizzazione congressuale che ha l’obiettivo di stimolarne la crescita e l’evoluzione.

Cos'è la PCCO Academy
Il progetto si articola in 7 giornate di formazione lungo l’arco dell’anno, tenute da relatori italiani e internazionali, ognuna composta da due sessioni sui temi specifici della professione: dal nuovo scenario di mercato al client management, dall’aggiornamento sulla fiscalità a come incrementare la profittabilità di un congresso, dai nuovi modelli di sponsorizzazione alla comunicazione digitale dei congressi associativi. Un pacchetto di formazione molto corposo, sviluppato da un gruppo di lavoro composto da 8 PCO (grandi, medie e piccole imprese) e presentato da Federcongressi alla propria convention di inizio aprile.

I requisiti richiesti
Il percorso PCCO Academy è rivolto alle imprese (non alle persone fisiche), e possono ottenerne l’attestazione di appartenenza le imprese che rispondono a specifici requisiti, fra cui una struttura operativa con almeno 6 addetti a tempo indeterminato (inclusi soci o titolari), gli adempimenti agli obblighi fiscali e previdenziali, il possesso di software gestionali per congressi ed eventi, un curriculum con almeno 10 eventi da minimo 200 partecipanti organizzati negli ultimi 5 anni e un’offerta di almeno 15 servizi specifici per la gestione dell’evento.

E proprio sulla questione dei requisiti si è levata la voce contraria di Paolo Zona, past president di Federcongressi, che ha inviato a Event Report una lettera aperta indrizzata all’associazione di cui riportiamo i passi più significativi.

La critica di Paolo Zona
“Da oltre un anno si parlava di questa PCCO Academy" scrive Zona. “Mi parve sin da subito un progetto caratterizzato da un razionale forte, in linea con l'evoluzione del mercato a cui il PCO tradizionale si rivolge. Purtroppo la mia azienda, oggi, non ha i requisiti richiesti per poter aderire. Non credo sia l'unica, anzi. Sorge spontanea la domanda: ma come può nascere all'interno di un'associazione di categoria un'iniziativa preclusa a una così elevata percentuale di associati? Ma non esistono già i requisiti di accesso all'associazione stessa, previsti da statuto e regolamento, con finalità di "filtro" e di qualificazione della rappresentanza? Perché a medesima quota associativa non corrispondono più medesime opportunità? Che sta succedendo?”

“Leggo il programma formativo proposto e me ne compiaccio. I colleghi del gruppo di lavoro hanno fatto davvero un ottimo lavoro” continua Zona. È un'opportunità di arricchimento professionale che meriterebbe il più ampio bacino di utenza possibile. E forse ne andrebbe incentivata la partecipazione proprio a favore di quelle aziende che i ‘requisiti’ non li hanno affinché comprendano quanto sia importante investire sul proprio futuro e sulla crescita organica e strutturata delle proprie realtà. La forza di un'associazione sta nella sua compattezza e nel suo spirito di servizio nei confronti di tutti i suoi associati, dal primo all'ultimo, a prescindere da come si chiami e da chi rappresenti. La rappresentanza si esprime dando prova di far crescere e di ‘accompagnare’ gli associati più deboli, non assecondando i più forti. A questo ci pensa già il mercato con le sue regole, più o meno libere che siano”.

La replica di Mario Buscema
Zona, ha specificato lui stesso, non critica tanto i singoli requisiti, ma il fatto che dei requisiti siano necessari. Risponde all’osservazione il presidente di Federcongressi&eventi Mario Buscema, cui abbiamo chiesto una replica. “Dispiace il rilievo di Paolo Zona, perché non stiamo affatto abbandonando alcuni soci, anzi. Ne sono prova i tanti progetti avviati dall’attuale esecutivo che hanno coinvolto tutte le categorie di soci. Il progetto specifico della PCCO Academy nasce dalla necessità di dare impulso all’evoluzione professionale dei PCO sull’onda delle nuove esigenze del mercato, e la partecipazione alle sessioni di formazione è aperta a tutti i soci: solo l’”attestazione” è riservata alle agenzie che hanno struttura e caratteristiche tali da poter garantire ai clienti servizi consulenziali articolati”.

“Del resto”, continua Buscema, “Quella che si può conseguire con il percorso PCCO Academy non è una certificazione, bensì solo un’attestazione. Non certifichiamo che chi ha completato il percorso sia in grado di offrire servizi consulenziali diversificati – per quello servirebbe un ente certificatore terzo – ma “attestiamo” solo che ha la struttura per farlo. Il programma è una sperimentazione che mira a stimolare i PCO a crescere e a evolversi. I requisiti per accedere all’attestazione potrebbero anche essere raggiunti dalle piccole imprese facendo rete fra di loro, in pieno spirito associativo”. “Il punto”, conclude Buscema, “è che occorre ‘alzare l’asticella’ delle prestazioni, e da più di un socio, indipendentemente dalla dimensione della sua impresa, ci è arrivata la richiesta di alzarla anche sui requisiti per l’Academy. Se come associazione vogliamo dichiarare che un’impresa può fornire un certo tipo di servizi oltre a quelli tradizionali, dobbiamo sapere che ha la struttura per farlo”.

Margherita Franchetti

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