Federcongressi: l’Osservatorio degli eventi da integrare con dati economici e regionali, serve il contributo delle istituzioni
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Gabriella Gentile

Il primo passo è stato fatto, ma ora occorre fare quelli successivi. Il tema è quello del monitoraggio degli eventi e dei congressi che si svolgono in Italia, la cui rilevazione serve non solo a dare indicazioni strategiche agli operatori, ma anche a conferire una dimensione al mercato per valorizzarne le caratteristiche di settore produttivo.

Il primo passo è stato l’Osservatorio dei Congressi e degli Eventi promosso da Federcongressi&eventi e condotto dall’Alta Scuola in Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica di Milano: finanziato dalle imprese del settore e pubblicato nella sua prima edizione lo scorso novembre, ha rilevato che in Italia nell’anno considerato (il 2014) sono stati organizzati 309mila eventi – il 9% dei quali internazionali – che hanno coinvolto 25,5 milioni di partecipanti, confermando che il comparto è dinamico e produce significativi volumi di attività.

Ora però è necessario andare oltre, e integrare i dati con quelli di valore economico e regionale. Lo ha dichiarato Gabriella Gentile, consigliera esecutiva di Federcongressi&eventi, a margine del convegno sullo stato dell'arte del turismo congressuale in Toscana organizzato la scorsa settimana da Toscana Promozione e Firenze Convention & Visitors Bureau: “Penso di rappresentare l’opinione di tutti i colleghi”, ha detto la Gentile, “se auspico che per le prossime edizioni l’Osservatorio si doti di focus specifici in grado di approfondire i dati, recuperarne altri non ancora monitorati come il fatturato del settore, cioè il suo valore economico, che tanto “peso” in più ci darebbe nel rapporto con le istituzioni, e ripartire per regione i dati nazionali”.

“Ciò accrescerebbe la nostra conoscenza e consapevolezza del settore” afferma la Gentile. “Ma per conseguire obiettivi così importanti è ovvio che le risorse dei privati, pur generose, non bastano. Occorre il contributo anche delle istituzioni, soprattutto di quelle locali (Regioni e Comuni), che invito a valutare questo investimento come una grande opportunità in primis per i loro territori”.

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