Sharing economy sotto accusa: 10 misure per renderla sostenibile nella ricettività turistica
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È un’alzata di scudi generale quella dell’hotellerie internazionale contro la sharing economy nel turismo, e in particolare contro l’ospitalità extralberghiera fornita dai privati senza alcun controllo né regola attraverso le piattaforme online, Airbnb in primis. Questione di tutela della salute e della sicurezza degli ospiti, dicono gli albergatori, ma soprattutto di concorrenza sleale, evasione fiscale e sottrazione di risorse economiche.

Così, dopo il caso dell’associazione albergatori di New York, che ha calcolato in 2 miliardi di dollari l’anno l’impatto “negativo” di Airbnb sugli hotel e sull’economia della città, ora si muove anche Hotrec, la confederazione europea degli imprenditori del settore alberghiero e della ristorazione, con un policy paper che individua le 10 misure che le amministrazioni pubbliche devono adottare per rendere sostenibile e responsabile la sharing economy nella ricettività turistica.

La tesi centrale del dossier è che gli operatori della sharing economy devono offrire il proprio contributo al sistema economico e alla società: adempiere quindi agli obblighi fiscali, tutelare i diritti dei lavoratori, operare in regime di concorrenza leale nei confronti delle imprese turistico-ricettive, garantire la sicurezza agli ospiti. “"Spetta alle autorità”, dice il segretario generale di Hotrec Christian de Barrin, “rendere la sharing economy un modello integrato per assicurare sicurezza e gettito fiscale come fanno le imprese dell'ospitalità, che danno lavoro a 10 milioni di persone e che insieme al turismo rappresentano la terza attività economica in Europa”.

Favorevole alle proposte di Hotrec è l’Organizzazione Mondiale del Turismo: “Siamo favorevoli all'innovazione e all'iniziativa privata”, ha dichiarato il segretario generale Taleb Rifai, “ma dobbiamo anche sottolineare la necessità di trovare soluzioni avanzate per salvaguardare i diritti dei consumatori e gli standard di qualità, garantendo nel contempo parità di condizioni per tutte le aziende”.

E in Italia la voce di Hotrec si fa sentire attraverso Federalberghi, che ne è socia e ha contribuito a elaborarne il policy paper: “Stesso mercato e stesse regole” afferma il presidente Bernabò Bocca. “L’iniziativa dell’Hotrec va nella giusta direzione per sconfiggere il sommerso e l’abusivismo. Insieme alle organizzazioni dei lavoratori Federalberghi ha chiesto alle istituzioni italiane di porre un argine al far west dell'ospitalità, che genera abusi, lavoro nero, evasione fiscale e insicurezza per i clienti e per i cittadini".

Ecco le 10 misure che Hotrec propone alle istituzioni di adottare per regolamentare la sharing economy nell’ospitalità.

1. Istituire un registro ufficiale degli alloggi turistici offerti da privati

2. Definire procedure per l'autorizzazione all'esercizio di tali attività

3. Censire il movimento dei turisti nelle abitazioni private

4. Garantire requisiti minimi a tutela della salute e della sicurezza dei clienti

5. Rispettare la legislazione fiscale

6. Identificare i viaggiatori, nel rispetto della convenzione di Schengen

7. Tutelare i diritti dei lavoratori

8. Proteggere la qualità della vita dei vicini di casa

9. Monitorare e controllare il rispetto delle regole e l'impatto del fenomeno

10. Sanzionare la violazione delle regole

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