L’Enit diventa ente pubblico economico: al via la ridefinizione della governance e delle funzioni
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Cristiano Radaelli

Si è conclusa la fase di commissariamento dell’Enit: con l’approvazione da parte della Corte dei Conti, avvenuta nei giorni scorsi, del nuovo statuto scritto dal commissario Cristiano Radaelli, la riforma dell’Agenzia del Turismo è ora operativa. La trasformazione da ente con personalità giuridica di diritto pubblico in ente pubblico economico ne comporta innanzi tutto la ridefinizione della governance, con un consiglio di amministrazione ora composto da 3 persone: il presidente, nominato su indicazione del presidente del Consiglio, e altri due membri indicati rispettivamente da Regioni e associazioni di categoria.

Dovranno essere inoltre rivisti i contratti dei dipendenti, che passano dal pubblico al privato, e deve essere adesso formalizzata la nuova organizzazione: con meno dirigenti, più razionale e orientata al raggiungimento di obiettivi concreti. La mission dell’Agenzia rimane quella della promozione turistica, ma vi si aggiungono interventi di commercializzazione dei servizi turistici e culturali e dei prodotti enogastronomici: a fronte dei corrispettivi economici percepiti da Enit per i propri servizi, il contributo statale sarà progressivamente ridotto. E quello delle risorse economiche, insieme a quello dell’ipotesi di fusione fra Enit e ICE, è un tema ancora tutto da definire.

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