La riforma di Assocom: si discutono le modifiche allo statuto, il peso dei soci sarà proporzionale al loro peso sul mercato
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Marco Testa

Ampliare la partecipazione facendo rientrare le grandi agenzie multinazionali, senza però dimenticare le piccole e medie imprese che costituiscono la spina dorsale della comunicazione italiana. Su questo obiettivo base il Consiglio direttivo di Assocom, l’associazione delle agenzie di comunicazione, ha elaborato le modifiche allo statuto che saranno presentate all’approvazione della prossima assemblea generale.

La modifica più importante crea il presupposto per cui tutti gli associati, comprese le grandi sigle, possano essere adeguatamente rappresentati nell’associazione per il peso che hanno sul mercato. Il modello, messo a punto da una commissione dedicata, attribuisce infatti diritto di rappresentanza e di voto alle imprese in proporzione alla loro dimensione, con la possibilità di avere da 1 a 3 persone in assemblea.

Un’ulteriore modifica riguarda il sistema delle deleghe in assemblea: sempre nell’ottica di promozione della partecipazione, ciascun socio avrà la possibilità di ricevere una sola delega da altre persone che siedono in assemblea, invece delle quattro previste dal vecchio statuto. “L'obiettivo che ci poniamo è rappresentare l’intero mercato della comunicazione”, dice il presidente di Assocom Marco Testa, “perché solo tornando a essere tutti insieme possiamo davvero continuare a incidere sul mercato e restituire valore a tutti gli associati, dal più grande al più piccolo”.

E proprio per rispondere alle esigenze di tutti gli associati e stimolare la partecipazione alla vita associativa, Assocom intraprenderà un percorso di confronto con le agenzie nei diversi territori: Testa e alcuni consiglieri si sposteranno per incontrare le imprese e condividere con loro il senso delle modifiche statutarie che saranno proposte in assemblea.

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