Federalberghi: nel 2014 aumentate di poco le presenze negli hotel, ma fatturati e posti di lavoro sono in flessione
A

Bernabò Bocca

Quello appena trascorso è stato un anno a due velocità per il comparto alberghiero italiano: da una parte si è registrato un lieve aumento delle presenze – complessivamente dell’1,1% –rispetto all’anno precedente, dall’altra fatturati e occupazione sono ancora diminuiti.

Il consuntivo 2014 elaborato da Federalberghi indica che sono stati i clienti internazionali, con un +1,5%, a consolidare il risultato di aumento delle presenze, distribuite peraltro in modo disomogeneo nelle varie destinazioni del paese. La domanda nazionale si attesta invece su un +0,6%: nonostante il lieve incremento, le presenze italiane registrano negli ultimi 3 anni un -7,6% rispetto a quelle del 2011.

Negativo invece il dato occupazionale: secondo Federalberghi nel 2014 i lavoratori del settore alberghiero sono diminuiti dell’1,7%, un ulteriore calo che però recupera in parte la flessione del 4% registrata nel 2013. In particolare sono stati penalizzati i lavoratori a tempo indeterminato, diminuiti del 3,2%, mentre quelli a tempo determinato sono calati dello 0,2%.

Per quanto riguarda i fatturati, Federalberghi cita l’Istat, che nel periodo gennaio-settembre ha rilevato la flessione dello -0,2%, ancor più preoccupante se si considera il -2,7% rilevato nel terzo trimestre 2014, quello che comprende la stagione estiva durante la quale si concentra una parte cospicua del giro d’affari del settore.

“Mentre i ricavi calano”, commenta il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, “i costi aumentano con la progressiva crescita della pressione fiscale che assume un peso opprimente. Il caso eclatante del comune di Roma, che programma di portare a 10 euro a notte la tassa di soggiorno, la dice lunga sulla follia di un sistema che, anziché incentivare l’arrivo e la permanenza dei turisti, che portano ricchezza al paese, li scoraggia con l’applicazione di gabelle, invogliandoli a dirigersi verso altre destinazioni concorrenti, che non applicano questa tassa o la mantengono ad un livello molto più basso.

“È quindi urgente che il sistema di promozione del nostro paese, con un Enit commissariato da mesi, esca dalla situazione di stallo”, conclude Bocca, “e auspichiamo la celere definizione dei provvedimenti attuativi previsti dal decreto turismo che il Governo avrebbe dovuto adottare da mesi per sostenere la riqualificazione delle strutture turistiche e lo sviluppo del settore”.

Commenta su Facebook