Le proposte del Libro Bianco del Congressuale Italiano alla Camera dei Deputati, la relazione di Carlotta Ferrari
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Carlotta Ferrari

Le proposte delle imprese del settore congressuale alle istituzioni, raccolte nel Libro Bianco del Congressuale Italiano presentato la scorsa settimana in BTC, hanno già trovato la strada per la Camera dei Deputati attraverso la relazione di Carlotta Ferrari, presidente del Convention Bureau Italia, al barcamp sul futuro del turismo organizzato dall’ufficio comunicazione della Camera e dall’Intergruppo parlamentare per l’innovazione.

L’incontro si è svolto mercoledì 19 novembre: a Carlotta Ferrari, che è anche vicepresidente di Federcongressi&eventi, è stato affidato il coordinamento del gruppo di lavoro dedicato al marketing territoriale, cui partecipavano dirigenti ed esponenti degli enti regionali di promozione turistica.

Nella relazione finale presentata a nome del gruppo a Lorenza Bonaccorsi, responsabile turismo del PD, Cristiano Radaelli, commissario straordinario dell’Enit e Andrea Babbi, direttore generale dell'Enit, Carlotta Ferrari è partita proprio dalle proposte di azioni concrete a favore del comparto congressuale contenute nel Libro Bianco: l’elaborazione di una strategia ventennale, lo sviluppo dell’intermodalità treno-aereo, hotel più efficienti, connettività a banda larga, comunicazione e reputazione della destinazione, semplificazioni e agevolazioni fiscali, messa in rete di chi può facilitare l’acquisizione di eventi, informazione e formazione del personale che opera all’interno delle istituzioni.

Queste richieste sono indice di un grave gap della nostra industria, a livello strutturale e infrastrutturale, rispetto ai nostri competitor stranieri” ha detto Carlotta Ferrari. “Occorre rendere immediatamente operativo il piano strategico, che c’è già. Il turismo in Italia non ha futuro se non si superano i regionalismi e le direttive regionali, spesso in contrasto fra loro, cui siamo costretti dal Titolo V della Costituzione. L’Italia ha bisogno di essere promossa come un unicum, da un’Enit forte, dotata di molte risorse e in grado di occuparsi del brand-paese con efficienza. Bisogna poi anche facilitare il dialogo fra pubblico e privato, che nel turismo è fondamentale”.

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