“Turismo europeo a rischio a causa dell’inerzia dei governi in tema di visti”: la denuncia delle associazioni di categoria
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È in occasione del Forum del Turismo di Napoli che le associazioni di categoria europee ricordano ai ministri del continente che a 7 mesi dalla presentazione da parte della Commissione Europea, gli stati membri non hanno ancora completato la prima lettura della proposta di semplificazione delle regole per il rilascio di visti turistici d’ingresso in area Schengen.

Il 72% della popolazione mondiale ha bisogno di un visto per entrare in Europa” recita una nota di NET, il network delle imprese private del turismo che riunisce le associazioni di categoria europee. “La mancata semplificazione delle regole di rilascio metterà a rischio il potenziale di crescita turistica, specialmente dei mercati incoming a più rapido sviluppo come Cina e Russia”. “Uno studio dell’Organizzazione Mondiale del Turismo”, continua la nota, “ha evidenziato che facilitare il rilascio dei visti potrebbe portare a un incremento dei flussi del 5-25%”.

La Commissione Europea ha inoltre stimato che regole più flessibili e visti più accessibili potrebbero portare nell’area Schengen il 30-60% di viaggi in più solo dai 6 mercati emissori principali. Lo status quo costerebbe invece all’Europa il mancato incasso di 130 miliardi di euro in 5 anni derivanti dalla spesa diretta dei potenziali turisti e la mancata generazione di 1,3 milioni di posti di lavoro.

I ministri europei, sostiene NET, vogliono mantenere regole stringenti per prevenire l’immigrazione illegale e le potenziali minacce terroristiche senza però valutare i benefici economici che il provvedimento proposto dalla Commissione Europea apporterebbe.

Alcuni paesi già offrono un visto d’ingresso multiplo con validità a lungo termine per i viaggiatori frequenti che hanno dato prova di integrità e affidabilità, ma molti altri sono ancora restii a introdurlo: la proposta di direttiva della Commissione potrebbe uniformare le politiche. In secondo luogo, la Commissione suggerisce che il tempo massimo per il rilascio del visto sia portato a 10 giorni dai 15 attuali: molti stati membri sono già in grado di rilasciare visti in 72 ore, ma a livello europeo non c’è accettazione formale della regola.

L’italiana Federalberghi, parte di NET, sostiene la richiesta dei colleghi europei: “La materia” dichiara il presidente Bernabò Bocca “è di importanza strategica per l'Italia, che si appresta a ospitare l'Esposizione Universale e che guida la classifica continentale dei clienti extra europei, con 43 milioni di pernottamenti all'anno negli hotel italiani rispetto ai 37 milioni nel Regno Unito, i 31 milioni in Spagna e i 28 milioni in Francia".

Intanto, in Italia è partito il progetto pilota per la facilitazione del rilascio del visto a cittadini cinesi che entrano nel paese per motivi d'affari, di formazione professionale breve, di partecipazione a eventi culturali o sportivi o per visitare la famiglia. La facilitazione, che prevede l’esenzione dal produrre la prova di prenotazioni alberghiere e biglietti aerei al momento della presentazione della domanda di visto, sarà applicata per un periodo di prova di 6 mesi e non include chi viaggia per soli motivi turistici. Dopo averne valutato l'esito del periodo di prova, l’Unione Europea deciderà se estendere anche ai turisti e ad altri paesi la procedura semplificata.

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