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Domenico Palladino, consulente in Web Marketing
Social Media, 16 trend di mercato da cogliere al volo
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La seconda edizione del Social Media Marketing Day, tenutasi ieri a Milano presso la sede del Sole24ore, si è aperta con i principali trend che stanno caratterizzando questo settore.

Vi faccio un rapido elenco con alcune considerazioni sulle loro implicazioni nell'attività online di tutti i giorni.

Il declino di Facebook
Non è un declino in termini numerici quanto di utilità ai fini del business: assistiamo alla progressiva diminuzione di visibilità e contemporaneamente all'aumento dei costi per acquistarla. Questo implica la necessità di avere una strategia che contempli più media perché affidarsi solo a Facebook equivale a imboccare un vicolo cieco.

La nuova strategia di LinkedIn
LinkedIn sta diventando la piattaforma principale dove lavorare al proprio personal branding e alla reputazione del proprio business: ne è un esempio la recente introduzione dei blog personali che è stata ampiamente sottovalutata, ma offre una notevole visibilità. Come esempio vi segnalo questo mio post sui 5 trucchi per trovare lavoro con la ricerca di Google. In una settimana è stato condiviso 58 volte e letto da oltre 800 iscritti. Questi numeri si traducono poi in nuovi contatti e potenziali opportunità nel momento in cui si vede riconosciuta la propria competenza in un certo ambito.

I video sono la chiave di volta del successo sui social media.
I contenuti video sono quelli con maggiore impatto. Per questo come consiglio spassionato è stato detto: "Chi non ha ancora un video aziendale di presentazione cominci da domani a pensarci". Suggerendo anche di farlo fare a un videomaker professionista. Io concordo sicuramente sul fatto che i video debbano essere di qualità. Ma penso che possano essere prodotti anche internamente con poco sforzo, come suggerivo nell'articolo sulle app per fare video storytelling

Il traffico qualificato proveniente dal coinvolgimento in tempo reale
I social network possono dare una grossa mano all'e-commerce all'interno del processo di acquisto: possono essere usati per fare engagement in real time e convincere persone fortemente interessate a effettuare un acquisto. Ironicamente si suggeriva ai web marketer di chiedere una commissione per ogni acquisto proveniente dai social.

L'interazione tra i diversi canali digitali
Una strategia di social media marketing si basa sull'utilizzo integrato di diversi strumenti: percorsi che partono dai social per fare lead generation, che proseguono con l'email marketing e l'arrivo su landing page responsive (ottimizzate per essere visualizzate su tutti i dispositivi), che ottengono una conversione e gestiscono ancora tramite i social la customer care.

I post di successo sono cross platform
Ricollegato al primo punto: ogni nuovo contenuto va declinato per le diverse piattaforme su cui si è presenti e ottimizzato secondo le caratteristiche dei diversi social media. Come si suggeriva anche ieri su Event Report.

ROI e KPI dei social media
Si stanno perdendo di vista i reali obiettivi dell'attività di social media marketing. Il ROI (return on investment) è sempre più difficile da calcolare e i KPI (key performance indicators) da tenere in considerazione diventano più numerosi al crescere della complessità dell'ambiente. Da qui la necessità di dotarsi di strumenti di business intelligence per misurare il reale valore delle attività svolte.

Le nuove professioni del digitale
Sono state elencate le diverse professionalità che un'azienda dovrebbe avere al proprio interno per gestire le attività di social media marketing:
- Social media reporter
- Social media manager
- Web marketing manager
- Digital communication manager
- Digital strategist
- Chief digital officer
In verità sono ancora in molti, specie le PMI, a concentrare tutte queste professionalità su una sola persona perché non comprendono la complessità e la differenza tra i diversi ruoli. Pertanto, se non si riescono a responsabilizzare più persone all'interno dell'azienda per presidiare le diverse attività social, è meglio farlo fare a un'agenzia esterna e già strutturata.

Ognuno di noi è un'agenzia di comunicazione e un influencer
Nell'epoca dei social newtowrk ogni persona è un media e di conseguenza uno storyteller e un influencer. Perché ognuno di noi racconta ogni giorno a un pubblico qualcosa della sua vita o del suo lavoro. E parte di questo pubblico può considerare queste opinioni rilevanti per una decisione da prendere.

Ciò che scriviamo è la misura di ciò che siamo
Corollario diretto del punto precedente: ciò che scriviamo forma la nostra reputazione e dà l'idea della nostra statura morale, in positivo e in negativo.

Geolocalizzazione e behavioral e-commerce
Le possibilità offerte dalla tecnologia consentono di offrire servizi particolari in base a dove ci si trova e ai contenuti che si sono consultati. Sono già una realtà, se si pensa a servizi come Google Now che informano sul traffico o se nelle vicinanze è venduto un prodotto verso cui si ha dimostrato interesse.

La privacy non esiste più
Anche se c'è chi parla di diritto all'oblio la verità è che per stare sui social tutti rinunciamo a una parte di privacy e diventa sempre più difficile separare vita pubblica e privata.

Customer care con i social network
L'utilizzo di applicazioni chat per fare customer care è senz'altro un trend in atto. In questo caso si faceva l'esempio di Wechat, ma a onor di cronaca bisogna anche dire che era uno dei main sponsor dell'evento.

Reputazione online: il singolo è più forte dei brand storici
Il social è fatto di persone e questo implica anche che il marketing manager di un brand possa avere più seguito del brand stesso. Ed è un trend da tenere ben presente in tema di reputazione online: chi lavora per un'azienda è il suo primo ambasciatore, e può trasformarsi nel primo detrattore se perde la fiducia nell'azienda.

La comunicazione digitale serve solo se conduce a un click
Inutile girarci attorno: se la comunicazione non porta a un'azione (online o fisica) non ha raggiunto il suo scopo. È una cosa che può sembrare banale, ma io ricevo ancora DEM non collegate a una landing page.

La visibilità sui social è direttamente proporzionale al tempo di utilizzo
Gli algoritmi dei social network si assomigliano tutti: ripagano in visibilità per il tempo che si passa sulla loro piattaforma a visualizzare annunci pubblicitari. Per cui bisogna rassegnarsi al fatto che non ci sono scorciatoie: sul web difficilmente ti ritorna indietro più di ciò che dai.

Domenico Palladino

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