Il service tecnologico AVS Group apre a Milano e presenta le applicazioni di robotica per l’entertainment in un evento-spettacolo
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La società romana di service video-audio-luci AVS Group ha aperto una sede a Milano e si è presentata al pubblico degli addetti ai lavori con un evento-spettacolo nel quale ha mostrato come utilizzare le ultime innovazioni della robotica per spettacolarizzare gli eventi.

AVS Group, che da oltre 20 anni fornisce tecnologie per fiere, convention, spettacoli ed eventi live, è venuta a Milano per essere più vicina a un mercato che si fa sempre più appetibile, dice il CEO Andrea Betti: “Abbiamo deciso di aprire una seconda sede a Milano, città che nel 2016 ha ospitato 40mila eventi con 5 milioni di presenze, per portare direttamente nel nord Italia le nostre soluzioni all’avanguardia con macchine certificate CE, a garanzia della qualità dei servizi”.  

Sono state proprio le tecnologie “futuristiche” sulle quali si concentrano gli investimenti di AVS Group ad aver tenuto banco durante The Art Of Technology, l’evento con cui pochi giorni fa la società ha riunito allo Spazio MIL di Sesto San Giovanni (alle porte di Milano) circa 150 tra organizzatori di eventi, manager di aziende e rappresentanti di agenzie di spettacolo. L’evento è stato infatti un esempio live delle applicazioni di robotica per l’entertainment, tecnologia che AVS Group sviluppa utilizzando gli applicativi di gestione dell’automazione nel campo degli spettacoli dal vivo realizzati dalla sua partecipata OSC Innovation.

Nel corso di The Art Of Technology la dimostrazione che i robot possono dialogare con l’elemento umano e la creatività si è concretizzata in uno spettacolo, ideato e curato nella grafica e coreografia dei robot da BC Today, con la regia di Alberto Micheli, che ha messo in scena performance di danza contemporanea eseguite insieme da uomini e macchine.

Le danze realizzate da Pinka Eventi, con coreografie firmate da Macia Del Prete, sono state interpretate da ballerini che interagivano con due bracci robotici, i quali a loro volta sostenevano ciascuno un monitor su cui si alternavano immagini e grafiche: uomini e robot si muovevano a ritmo di musica in una scenografia dominata da un ledwall di 10 metri per 5 sul quale scorrevano riprese video di liquidi in movimento, in un’integrazione scenica tra arte e tecnologia di grande effetto.

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