Nasce Unreality: creativi delle tecnologie avanzate a supporto delle agenzie per potenziare l'esperienza dell'evento
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Paolo Gregotti

Giorgio Manfredi

Non è un fornitore di tecnologia e non è un organizzatore di eventi. È l’anello finora mancante, quello che prende tecnologie esistenti, ne combina gli elementi in maniera creativa e le mette a disposizione dell’evento per renderlo più emozionale, immersivo ed esperienziale, conferendogli quell’effetto “wow” tanto agognato dagli organizzatori. È di fatto un “acceleratore di creatività” al servizio delle agenzie, si chiama Unreality e, benché nato da poco, ha già una sede a Milano e una a Vancouver, nuova capitale dell’innovazione e degli effetti speciali.

Il team, composto da tecnologi e comunicatori, è tutto italiano: esperti di sensori biometrici, robotica e intelligenza artificiale che collaborano con la Nasa, professionisti di effetti digitali e programmazione 3D che lavorano in produzioni milionarie (Harry Potter e Games of Thrones, tanto per dire), comunicatori e creativi con carriere in grandi agenzie internazionali. Il progetto è nato da un’idea di Paolo Gregotti e Giorgio Manfredi, manager della comunicazione il primo e tecnologo il secondo: “L’idea” spiega a Event Report Gregotti, che di Unreality è managing partner, “è quella di utilizzare tecnologie avanzate provenienti da ambienti diversi da quelli classici della comunicazione – come appunto le tecnologie spaziali, l'intelligenza artificiale, i sistemi IoT, i sistemi di riconoscimento facciale e vocale, la robotica, gli ologrammi – per costruire format personalizzati di tecnologia legati al concept e agli obiettivi dell’evento”.

Unreality ha già collaborato con diverse agenzie in Italia, con progetti che vanno dal videomapping interattivo, cioè con sensori che rilevano il movimento del pubblico e "guidano" le proiezioni di conseguenza, agli ologrammi di "alieni" che dal palco parlano con la platea, fino alle grandi installazioni di gamification, dove i partecipanti si attivano in team per raggiungere un obiettivo di squadra. Per gli eventi di Pomellato ha progettato i sistemi di realtà virtuale e per la World International School di Torino, che aprirà in ottobre, ha organizzato open day virtuali in realtà aumentata.

“Dalle agenzie riceviamo il brief dell’evento e da lì partiamo per individuare il mix tecnologico più adatto per trasformarlo in un’esperienza sorprendente e coinvolgente per i partecipanti, fornendo poi tutte le tecnologie e il personale per operarle” dice Gregotti. “Nostro punto di forza è anche il fatto che disponiamo di nostri laboratori dove testiamo questi mix creativi di tecnologia. Sono spazi che funzionano anche come showroom dove i clienti possono toccare con mano i progetti e le applicazioni e vedere subito l’effetto che faranno”.

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