Gare per gli eventi: 23 agenzie da oggi chiederanno alle aziende un rimborso dell'1% del budget per partecipare
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Si chiama Gare Chiare, e riporta alla ribalta il mai risolto e delicato tema delle gare private nel mercato degli eventi di comunicazione: nello specifico, la questione del rimborso alle agenzie delle spese sostenute per partecipare ai bandi e presentare i propri progetti.

L’iniziativa è stata lanciata da un gruppo di 23 agenzie di eventi, fra cui molti grandi nomi, attraverso un manifesto in 5 punti dove si afferma che per partecipare alle gare i sottoscrittori richiedono alle aziende committenti un rimborso pari all’1% del budget assegnato al progetto.

E la motivazione della richiesta è molto concreta: oggi, affermano le agenzie, i bandi di gara per gli eventi di comunicazione sono molto complessi e richiedono un dettaglio tale per cui è necessario coinvolgere un numero crescente di professionisti (per esempio architetti, esperti di rendering, scenografi etc). Il lavoro assume quindi la forma e i costi di una vera e propria pre-produzione, che le agenzie non possono accollarsi “a fondo perduto”.

Da qui, la necessità di aprire un dialogo con le aziende, cui le 23 agenzie che hanno sottoscritto il manifesto Gare Chiare espongono le loro difficoltà ad affrontare le gare nell’attuale scenario economico e di mercato, sottolineando che invece un contributo dell’1% può attivare un circolo virtuoso di parziale rimborso di tutti i soggetti coinvolti.

Ideatori dell’iniziativa sono Mario Viscardi di Piano B e Giacomo Carissimi di Ground Control: in 6 mesi di incontri, tavoli e confronti con i colleghi hanno coinvolto altri 21 nomi che da oggi, quando coinvolti in gare, chiederanno il rimborso.

Oltre a Piano B e Ground Control le agenzie che hanno sottoscritto il manifesto sono Access Live Communication, All Communication, Alphaomega, Amarena Company, Bonsaininja Studio, Connexia, Digital Events, Egg Events, Elita, Eventually, Feelrouge WS, Filmmaster Events, Gruppo Peroni Eventi, Louder Italy, Mad House Group, Mailander, Mediagroup 98, Palazzi, Punk for Business, Simmetrico e Synapsy.

Il progetto è naturalmente in divenire, e obiettivo del gruppo “fondatore” è coinvolgere in Gare Chiare molte altre agenzie (chi vuole aderire può farlo attraverso il sito dedicato): l’idea è che l’unione fa la forza, anche se per il momento l’iniziativa non è “strutturata” e ogni agenzia la deve quindi portare avanti individualmente con i propri clienti. È un primo passo: quel che è certo è che le agenzie coinvolte sono abbastanza di peso da lasciare prevedere che Gare Chiare un effetto sul mercato lo avrà sicuramente.

Ecco i 5 punti del manifesto Gare Chiare:

1. Riteniamo che l'1% permetta di riconoscere la fase di gara per quello che è nei fatti: una pre-produzione, cioè una parte integrante del progetto.

2. Riteniamo l’1% una quota che induca le aziende a una scelta più responsabile delle agenzie in gara, basata su fattori quali portfolio, professionalità maturata, investimento su nuovi player, ma anche su un adeguato tempo e processo di valutazione.

3. Riteniamo che l’1% possa essere detratto o aggiunto al budget dipendentemente dalle policy aziendali e che venga naturalmente assegnato alle sole agenzie concorrenti non aggiudicatarie.

4. Riteniamo che l’1% possa attivare un circolo virtuoso di parziale rimborso dei molteplici soggetti coinvolti nella fase di progettazione, che è diventata sempre più complessa, tecnica e approfondita.

5. Riteniamo l’1% il giusto approccio tra chi crede nel mondo degli eventi come territorio di professionalità, serietà, fiducia e opportunità per tutti coloro che lo avvicinano.

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