Mappatura DMC: ecco il primo identikit delle agenzie italiane che gestiscono gli eventi incoming
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Lorenzo Pignatti

Sono piccole, giovani e, contrariamente alle previsioni, non necessariamente legate a uno specifico territorio. Hanno un business diversificato e guardano soprattutto al mercato europeo e americano, ma lavorano anche con clienti nazionali. Questo, a grandi linee, l’identikit della DMC (destination management company) italiana che emerge dalla prima operazione di mappatura portata a termine da Federcongressi&eventi.

L’indagine nasce con l’obiettivo di capire chi sono, come sono strutturate e come operano le agenzie che gestiscono gli eventi incoming per dare loro un’identità di comparto; le realtà che si identificano in una “categoria” possono infatti fare sistema e affrontare in maniera strutturata tematiche di interesse comune come il marketing, la comunicazione, lo sviluppo di nuovi servizi, la formazione, la gestione delle risorse, la certificazione professionale. “Solo allineando la qualità e i contenuti offerti dalle DMC Italiane a quelli delle altre destinazioni potremo infatti progredire in termini non solo numerici ed economici ma, soprattutto, di qualità e professionalità” dice Lorenzo Pignatti, presidente della DMC +39 Italy e responsabile del progetto “mappatura” all’interno di Federcongressi&eventi.

Il questionario conoscitivo è stato inviato a 500 tra DMC vere e proprie e altre tipologie di agenzie che lavorano nell’incoming di eventi (organizzatori congressuali, agenzie di eventi, agenzie di incentive, tour operator), e la prima evidenza è che manca in Italia una definizione univoca del mestiere di DMC: non tutte le agenzie coinvolte, infatti, condividono completamente la definizione dell’associazione internazionale di riferimento (ADMEI), secondo la quale una destination management company è una socità altamente specializzata e con forte caratterizzazione locale che fornisce ai propri clienti la gestione dei servizi necessari alla realizzazione di un evento aziendale in virtù della profonda conoscenza della destinazione in cui opera. La maggior parte delle agenzie che hanno risposto al questionario ha affermato che una DMC può operare a livello locale, regionale o nazionale senza necessariamente avere in loco unità operative e che non deve essere necessariamente focalizzata sul cliente aziendale, perché può avere nel proprio core business anche l’attività specifica del tour operator per l’incoming, cioè l’organizzazione di attività e viaggi per gli individuali e per i gruppi leisure.

Le DMC italiane sono agenzie giovani – il 54% è operativo sul mercato da meno di 10 anni – e di piccole dimensioni, con il 71% che non supera i 10 dipendenti. Il 41% lavora prevalentemente con il mercato europeo e il 22% con quello nordamericano (22%). A sorpresa, e nonostante la vocazione specifica delle DMC sia quella di fornire servizi a clienti internazionali, il 16% delle agenzie lavora prevalentemente con clienti italiani. In termini di volumi di business, il 74% delle agenzie organizza meno di 50 eventi l’anno e il 77% ha un fatturato annuo inferiore ai 2 milioni di euro. Solo il 17% delle DMC interpellate ha un giro d’affari superiore ai 5 milioni di euro l’anno.

“Con questa prima indagine Federcongressi&eventi è riuscita nel suo intento di conoscere meglio e da vicino il settore”, dice Lorenzo Pignatti, che è anche direttore sviluppo internazionale di ADMEI. “Il prossimo passo sarà quello di entrare in contatto diretto con le agenzie per cui l’attività di DMC rappresenta almeno il 50% del loro fatturato, per approfondire tematiche specifiche. L’obiettivo ultimo è dare un’identità chiara al comparto DMC italiano attraverso la condivisione di best practice ed esperienze internazionali”.

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