Come aumentare la produttività nell’era delle distrazioni digitali: il progetto Gattinoni per il “digital detox” nelle aziende
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I numeri, presi tutti insieme, fanno riflettere: l’adulto medio trascorre online 25 ora la settimana, cioè 2 mesi l’anno, e il dipendente medio viene distratto ogni 180 secondi da notifiche di whatsapp, mail e social. Le “interruzioni digitali” consumano il 28% della giornata lavorativa, che per le sole aziende americane significa una perdita di 28 miliardi di ore di lavoro l’anno.

E d’altro canto il digitale in formato mobile impone alle persone di essere sempre reperibili e disponibili, generando stress, ansia e nuove patologie da intossicazione digitale come la “sindrome da vibrazione” (la sensazione di sentire vibrare il telefono anche quando non accade), la “fomo” (fear of missing out, cioè la paura di perdersi qualcosa non controllando in continuazione social network ed email) e la “nomophobia” (no mobile phone phobia, cioè il terrore di rimanere senza connessione mobile).

Oltre a cambiare radicalmente le relazioni interpersonali la bulimia da distrazioni digitali si traduce quindi, secondo le ricerche internazionali, in un significativo calo di produttività lavorativa, laddove i dispositivi mobili, inventati per semplificare la vita, di fatto ci tengono in scacco: è necessario quindi ritrovare una condizione di “benessere digitale” che, pur senza interventi draconiani di ritorno al passato, permetta alle persone di instaurare un giusto rapporto con lo smartphone basato sul salutare concetto della “misura”.

Questo il tema di Digital Detox, l’evento organizzato la scorsa settimana dal Gruppo Gattinoni che ha visto come relatore Alessio Carciofi, esperto digitale e consulente nel campo del marketing turistico innovativo che dal 2014 ha creato la prima realtà in Italia che si occupa di strategie di benessere digitale rivolte al business. All’evento hanno partecipato 40 aziende clienti dell’agenzia, alle quali Carciofi ha prima presentato i numeri del fenomeno “intossicazione digitale” e i costi aziendali che provoca, e poi raccontato le tecniche di “digital detox” che permettono di continuare a essere digitali usando però i mezzi in modo più equilibrato.

“Ci si può ‘disintossicare’ dall’abuso dell’online” spiega Carciofi. “Non c’è bisogno di ricorre ai metodi drastici della cultura statunitense che porta le persone per giorni nei parchi a praticare yoga; la cultura mediterranea può attuare metodi meno radicali e più duraturi per convincerci che non è necessario né sano essere reperibili 24 ore su 24, né definire se stessi attraverso l’utilizzo dei social, indicando a manager e dipendenti come focalizzarsi su una forma di work-life balance a beneficio dell’individuo e di conseguenza delle sue prestazioni professionali.”

Sensibilizzare le aziende al corretto uso delle tecnologie per incrementare la produttività è parte del programma di consulenza che il Gruppo Gattinoni sta costruendo per i propri clienti del segmento eventi e business travel: “È un progetto innovativo e siamo i primi a condurlo in Italia” spiega Isabella Maggi, direttore comunicazione di Gattinoni. “Magari in futuro questo tipo di consulenza sfocerà in corsi di formazione che potremo presentare come format alternativi ai nostri clienti corporate”.

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