L’ecommerce italiano vale 19 miliardi e il turismo traina anche nell’export, troppo poche però le imprese che vendono online
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Non c'è niente in Italia che cresca come il commercio elettronico, ma mentre i consumatori che acquistano online sono raddoppiati, le imprese non si sono digitalizzate con lo stesso ritmo, perdendo quote di mercato sulla piazza italiana e rischiando di perdere fatturati anche su quella internazionale. I dati dell'Osservatorio eCommerce B2C Netcomm-Politecnico di Milano con le previsioni di mercato per il 2016 presentati ieri all’eCommerce Forum confermano uno scenario in ascesa esponenziale: entro la fine dell’anno gli italiani avranno acquistato online prodotti e servizi per un valore di 19,3 miliardi di euro, con un incremento del 17% rispetto al 2015.

Un monito per le imprese italiane
La penetrazione dell’ecommerce raggiungerà quindi il 5% del totale consumi retail a livello nazionale. Un’enormità, in termini di potenziale per le imprese, considerando che a comprare sul web sono oggi 18,8 milioni di italiani, cioè il 61% di chi ha una connessione a internet. Per contro, le imprese italiane che vendono online sono solo 40mila, a fronte per esempio delle 200mila francesi e delle 800mila europee. “Questi numeri sono un monito per le aziende italiane” ha detto Roberto Liscia, presidente di Netcomm, “che serve a spronarle a essere sempre più presenti online e a capire come il ‘fare ecommerce’ sia davvero vitale per la loro sopravvivenza, soprattutto laddove la forza del brand made in Italy è più rilevante, come nei settori moda, arredamento e alimentare".

I volumi dell’export online
E i dati confermano che l’export, inteso come il valore delle vendite da siti italiani a clienti stranieri, è aumentato del 18% superando i 3,5 miliardi di euro. Il 42% di questo valore è attribuibile al turismo e il 38% all’abbigliamento, con un peso in crescita per i comparti dell’arredamento e del food.

I settori leader e le stime di crescita
Capofila delle vendite online è il turismo, che da solo detiene il 44% del mercato e fattura 8,5 miliardi di euro, con una previsione di crescita dell’11% entro fine anno. Secondo comparto per volumi di venduto è quello dell’informatica ed elettronica, che vale il 14% del mercato online con 2,7 miliardi di fatturato che aumenteranno del 22%, e terzo l’abbigliamento, che ha il 9% del mercato per un venduto di 1,8 miliardi stimato al rialzo del 25% entro fine 2016. Le previsioni sono di crescita anche per i settori simbolo del made in Italy che, pur considerati ancora emergenti per la vendita online, stanno registrando performance straordinarie: il food otterrà un incremento del 29% superando quota 530 milioni, mentre l’arredamento crescerà del 39% sfiorando i 570 milioni di euro.

La proiezione da qui a 10 anni
"Il mercato italiano dell’ecommerce B2C è ancora legato prevalentemente ai servizi, che valgono il 55% dell’acquistato”, commenta Alessandro Perego, direttore degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. “Tuttavia l’acquisto online di prodotti cresce a un tasso più elevato (+27%) rispetto all’acquisto di servizi (+10%) e così il paniere italiano si sta conformando a quello rilevato nei principali mercati occidentali. Se continua a crescere con questi tassi, l’ecommerce B2C varrà entro 3 anni il 10% del totale degli acquisti retail".

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