Aumentano fatturati e volumi di business per i PCO internazionali, gli eventi corporate prevalgono su quelli associativi
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La crisi sembra essere passata almeno per i PCO internazionali, che nel 2015 hanno organizzato più eventi rispetto all’anno precedente, vedendo aumentare significativamente il proprio coinvolgimento sul fronte degli eventi aziendali.

È questo lo scenario che IAPCO, l’associazione internazionale degli organizzatori congressuali, ha rilevato analizzando l’attività svolta lo scorso anno dai propri 120 soci presenti in 41 paesi. L'indagine, che pur non avendo valore statistico fornisce un’idea dell’andamento del mercato, indica che nel 2015 i soci IAPCO hanno organizzato complessivamente 8.591 eventi (contro i 7.075 del 2014), con una media di 113 per PCO. L’aumento del numero degli eventi è andato di pari passo con quello del fatturato totale delle agenzie, passato da 4,6 a 5,1 miliardi di euro, cifra di cui hanno in parte beneficiato le economie delle destinazioni ospitanti.

Colpisce il dato della crescita degli eventi ma ce n’è un altro altrettanto significativo. La maggior parte degli eventi, il 53%, ha avuto come committente il mondo aziendale, settore che nel 2014 copriva il 47% del business dei PCO. Per contro, sono diminuiti gli eventi organizzati per quello che da sempre è il mercato di riferimento dei PCO, cioè quello associativo. Lo scorso anno il volume dei congressi associativi si è infatti attestato al 37%, con una diminuzione del 7% rispetto al 2014.

Altro elemento di novità è la diminuzione dei partecipanti ai singoli eventi. Mentre il numero totale dei partecipanti gestiti dalle agenzie monitorate è aumentato di più del 10% arrivando a oltre 3 milioni (erano 2,8 nell 2014) è però sceso da 400 a 368 il numero medio dei partecipanti per evento. A incidere sul calo è, secondo IAPCO, una maggior selezione degli eventi ai quali intervenire, che spinge i delegati a scegliere quelli più mirati per accrescere la propria formazione professionale.

In calo sono anche i pernottamenti gestiti dalle agenzie, passati dai 3,8 milioni del 2014 agli attuali 2,4: la flessione è facilmente attribuibile alla crescente diffusione delle prenotazioni indipendenti, effettuate dai partecipanti tramite agenzie di viaggio online o i portali di sharing economy quali Airbnb.

L’aumento degli eventi e dei loro complessivi partecipanti ha portato i PCO a investire sulle risorse umane. Il numero dei dipendenti non è ancora tornato al picco dei 5.600 rilevati nel 2011, ma è comunque aumentato del 3.9% arrivando a 5.450.

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