Quando lo chef è protagonista: il food come concept per gli eventi, i casi di AIM Group
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Il cibo – consumato, cucinato e commentato – è oggi di gran moda e gli chef, soprattutto se stellati, sono le star della nuova tendenza. Il fenomeno ha "contaminato" anche il mondo degli eventi, divenendone elemento di appeal e strumento di comunicazione.

Ne sa qualcosa AIM Group, che proprio sul cibo ha sviluppato il concept di numerosi eventi maturando così una precisa competenza sull’argomento. L’elemento che gli ha accomunati è stata la partecipazione degli chef: non solo i più noti al grande pubblico ma anche i talenti emergenti, più semplici da contattare (e gestire).

A cucinare il proprio cavallo di battaglia davanti ai direttori food & beverage di Autogrill riuniti in meeting l’agenzia ha chiamato per esempio Ciro Salatiello. Il cuoco di Calcio Napoli e del programma televisivo Casa Clerici si è esibito in uno show cooking in cui ha preparato e distribuito ai partecipanti la sua creazione più famosa e spettacolare, il kebab di polpo.

Moreno Cedroni, con i suoi zabaione nell’azoto liquido e spazzolino con dentifricio commestibile di cocco e menta, ha invece stupito i partecipanti della convention DHL per clienti e prospect cucinando e raccontando le proprie invenzioni culinarie.

Non tutti gli eventi a tema food devono però avere lo chef in scena: per la cena all’Excelsior Hotel Gallia di Milano in cui 400 esponenti dell’imprenditoria hanno raccolto fondi per l'Urological Research Institute dell'Opedale San Raffaele AIM Group ha chiesto a Carlo Cracco e Davide Oldani di lavorare dietro le quinte, realizzando a due mani il menu. Più semplice da organizzare e meno onerosa dal punto di vista del budget è stata invece la scelta fatta per la cena aziendale di un’azienda farmaceutica, dove gli ospiti hanno gustato i piatti di Filippo la Mantia direttamente nella sua "casa", il ristorante milanese Oste e cuoco.

Qualunque sia la modalità scelta, per coinvolgere lo chef è meglio incontrarlo personalmente, dicono in AIM Group. L’incontro, che può avvenire durante il sopralluogo o prima dell’evento, ma in ogni caso quando la cucina non è attiva, dimostra attenzione nei suoi confronti e interesse per il suo lavoro contribuendo a motivarlo. E poi ogni momento trascorso con lo chef è un'efficace leva di comunicazione: tweet, post, video e immagini che lo ritraggono o menzionano aiutano a ottenere visibilità online.

Infine, suggerisce AIM Group, un'altra leva di comunicazione è  data dal coinvolgere opinion leader, vip o clienti selezionati in un corso di cucina durante un evento o in un tour della cucina di un noto ristorante. Se soddisfatti, saranno loro i primi a parlare dell’evento, garantendone la promozione online.

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