Sinergie e l'evento di Finmeccanica che non si può raccontare: una riflessione
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Sinergie Live Communication ha acquisito un nuovo cliente per il quale ha firmato un primo evento che si è svolto a Torino. Il cliente è Finmeccanica, azienda italiana che opera nel settore aerospaziale a livello mondiale, e dell’evento Sinergie ha curato gran parte degli elementi caratterizzanti. Dato il prestigio del cliente e – supponiamo – l’interesse del progetto, Sinergie avrebbe voluto raccontare al mercato storia e dettagli dell’evento.

Dell’evento però non si sa e non si può sapere niente. “Visti i campi d’azione di Finmeccanica nella difesa e nella sicurezza”, scrive in una nota Sinergie, “per ovvie ragioni di riservatezza e di segreto industriale non è possibile fornire immagini o raccontare cosa è successo, se si è trattato di un lancio di prodotto o di una convention interna; nè, tantomeno, si può comunicare come è intervenuta Sinergie Live Communication”.

In genere, noi di Event Report non riportiamo notizie di eventi se non possiamo raccontarne la case history, il concept, il progetto che l’ha caratterizzato, il contributo dell’agenzia: tutte questi elementi sono la base dell’informazione per il mercato di cui ci occupiamo.

Abbiamo però constatato che le agenzie, i centri congressi e le location per eventi sono sempre più “vincolati” dai propri clienti alla riservatezza sugli eventi che organizzano o che ospitano. La cosa è tanto più curiosa se si considera che in genere le aziende sono invece molto più disponibili a raccontare termini, contenuti e perfino budget delle campagne di comunicazione e pubblicità al consumer.

Esulando ora dal caso specifico di Sinergie/Finmeccanica, che è solo lo spunto per questa riflessione, sembra che le aziende ritengano gli investimenti in comunicazione esterna più “legittimi” di quelli in comunicazione interna. Perché convention, meeting e lanci di prodotto rivolti a dipendenti, clienti o partner altro non sono se non un mezzo di comunicazione interna, con propri obiettivi e propri ritorni, esattamente come quello verso i consumatori.

Senza volerne per forza conoscere budget e investimenti, e pur nel rispetto della privacy dei partecipanti o della riservatezza delle strategie aziendali, ci sembra che raccontare al mercato anche come si fa comunicazione interna attraverso gli eventi possa costituire non solo un fattore di valorizzazione del mezzo e delle professionalità che contribuiscono a realizzarli, ma anche – e soprattutto – un ulteriore strumento di marketing e di visibilità per le aziende che li promuovono e che spesso nei propri eventi danno prova di pensiero innovativo e attenzione ai propri stakeholder interni.

Margherita Franchetti

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