Gli aeroporti migliori e peggiori del mondo dove dormire (e non si parla di alberghi)
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I viaggiatori in transito negli aeroporti fanno di necessità virtù investendo il tempo da trascorrere nell’attesa di un volo in ritardo o di una coincidenza persa nell’attività più ristoratrice: dormire. A stabilire quali sono gli aeroporti più o meno accoglienti per riposare in pace è SleepingAirports, il sito che ogni anno invita i propri utenti a valutare gli scali sulla base di diversi criteri, fra cui proprio quello della sleepabilty, cioè la presenza di aree e sedute abbastanza tranquille e abbastanza comode per poter sprofondare nel sonno.

La classifica dei 50 migliori aeroporti in cui dormire stilata quest’anno sulla base delle opinioni di oltre 26mila viaggiatori vede in vetta 2 scali asiatici. Il Changi di Singapore, al primo posto, è stato premiato per l'offerta ricca e gratuita di poltrone massaggianti, divani con prese per ricaricare i dispositivi mobili e zone relax con le luci basse. Il secondo posto è conquistato dall’aeroporto Incheon di Seoul, che dispone anche di poltrone da cui guardare la televisione, hotel interno a tariffe abbordabili e spa dove farsi una doccia dopo aver dormito.

Più raccolto rispetto agli aeroporti asiatici ma decisamente confortevole è anche lo scalo di Helsinki, che si assicura il terzo posto soprattutto grazie alla disponibilità dei GoSleep Pods, gusci in cui ci si può chiudere per dormire su un vero e proprio letto nella privacy più totale.

Europei anche il quarto e il quinto. L'aeroporto di Monaco di Baviera piace per la presenza di 3 zone dedicate al riposo e delle Napcabs, minuscole ma tecnologicamente attrezzate camere affittabili a 15 euro all’ora. Quello di Vienna, invece, per il posizionamento dell’area relax in una zona particolarmente tranquilla, tanto da permettere una notte intera di sonno indisturbato.

Non occupano i primi posti ma sono comunque nei primi 10, con tutte le carte in regola per riposare bene, anche lo scalo di Porto, in Portogallo, l'aeroporto di Tokyo Haneda, quello di Tallinn, Stoccolma Arlanda e lo scalo internazionale di Taipei Taoyuan.

Nessun aeroporto italiano è riuscito a entrare nella classifica dei 50 scali dove si dorme meglio, ma 2 sono quelli che si sono guadagnati un posto nella lista dei 10 peggiori. I meno adatti in assoluto per dormire sembrano essere lo scalo di Reykjavik e quello di Parigi Beauvais-Tille. L’aeroporto di Orio al Serio si aggiudica il 3° posto perché, a causa della chiusura notturna di un’area dello scalo, i passeggeri costretti a trascorrervi la notte devono accontentarsi di scomode sedute in metallo poste nell’area priva di servizi adiacente a quella degli arrivi.   

Poco confortevole sul fronte della sleepabilty è anche l’aeroporto di Roma Fiumicino: chi vuole dormire deve farlo nell'area accessibile dopo i controlli della sicurezza. Solo così può trovare sedie in pelle su cui riposare, altrimenti occorre accontentarsi di poche sedute, divise da braccioli, oppure del pavimento.

Lo scalo di Roma è all’8° posto, preceduto da quelli di Londra Luton, Christchurch in Nuova Zelanda, La Guardia di New York e Brussels Charleroi. In fondo alla top ten, e quindi meno peggio, gli scali di Sydney e Los Angeles.

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