Casta Diva Group apre una sede in Libano: “il mercato mediorientale della comunicazione fra i più dinamici nei prossimi 10 anni”
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Marwan Nicolas

Luca Oddo e Andrea De Micheli

“Siamo molto attenti ai trend economici internazionali” affermano Andrea De Micheli e Luca Oddo, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Casta Diva Group, la multinazionale – “tascabile”, la definiscono loro –  della comunicazione che produce spot, film, programmi tv, contenuti digitali e organizza eventi grandi e piccoli con il brand Egg Events. “Questa sensibilità ci ha permesso di entrare nei mercati esteri al momento opportuno, quando l’espansione era ancora all’inizio, e di essere pronti e operativi nel momento del boom”.

L’apertura della sede di Beirut è frutto di questa visione strategica: la previsione dei grandi istituti di ricerca è infatti quella di un prossimo decennio di grande sviluppo del settore della comunicazione (e degli eventi) proprio nell’area mediorientale, che Casta Diva comincia già ora a presidiare dal nuovo ufficio libanese. “Siamo la prima società di comunicazione indipendente italiana a essere presente in Libano”, dicono De Micheli e Oddo. “La sede ha respiro regionale e si rivolge esclusivamente al mercato arabo, dal quale ci aspettiamo grandi performance”.

A dirigere la struttura di Casta Diva Group in Libano è stato chiamato Marwan Nicolas, professionista che ha lavorato a più di 400 progetti in 15 paesi, e fra i clienti già attivi l’agenzia cita Saudi Telecom, Zain Telecom, Schweppes, Cappy Juice, Egypt Food, AlMarai, P&G, Rabea Tea, Bolton Group Dubai.

Del resto, la strategia espansiva finora messa in atto è stata intensiva: Casta Diva Group è già presente in 10 città estere (Londra, Manchester, Praga, Monaco, Istanbul, New York, Los Angeles, Buenos Aires, Cape Town, Mumbai) e gli investimenti sono stati azzeccati: “Un esempio interessante è l’apertura della nostra sede in Argentina, a Buenos Aires: l’America Latina ha registrato un +6,8% di crescita media del mercato pubblicitario, e l’incremento maggiore si evidenzia proprio in Argentina” concludono De Micheli e Oddo.

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