Svelata la casa madre di ISNT, l’agenzia che progetta la comunicazione come ancora non c’è: Sinergie esce allo scoperto
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Operativa da aprile, annunciatasi come agenzia “difficile da definire” e riluttante a farsi inserire in una categoria – “Non siamo un’agenzia di advertising. Non siamo una casa di produzione. Non siamo un’agenzia digital. Non siamo un’agenzia di eventi. Siamo il risultato di tutto questo” avevano dichiarato i direttori creativi Arnaldo Funaro e Arturo Vittorioso – ISNT si rivela ora essere una creatura di Sinergie Group.

L’agenzia di eventi milanese ha lanciato la newco senza rivelarne la paternità in attesa che il mercato si stabilizzasse, che ISNT fosse completamente operativa nelle sedi di Milano e Roma e che cominciasse a lavorare sul mercato in maniera autonoma, vincendo gare proprie che nulla avessero a che fare con i clienti di Sinergie, lo zoccolo duro dei primi mesi di attività. E ora che ISNT cammina con le proprie gambe, il progetto di Sinergie è alla luce del sole.

“ISNT nasce dalla volontà di Sinergie Group di dare vita a una società autonoma, capace di produrre nuovi concept creativi” dice Davide Verdesca, CEO di Sinergie Group. “Abbiamo voluto creare un’azienda per la produzione di idee, di format, di tecnologia. Come dice il nome, ISNT è la comunicazione in divenire, che ancora non c’è. Non per nulla i suoi direttori creativi, Arnaldo Funaro e Arturo Vittorioso, dicono di sentirsi sempre una versione beta di se stessi”.

La nuova agenzia è operativa in ambito digital ma spazia in una molteplicità di ambiti: dispone di uno studio avanzato di design e grafica (motion graphic, format tv, concept design) con un laboratorio specializzato nel 3D real-time per realizzare idee interattive e game 3D per tutti i dispositivi (smartphone, teche ologrammatiche, totem interattivi, mapping), lavorando nel contempo anche con il web, le azioni unconventional e di guerrilla, il viral, il social e l’advertising. “Siamo una realtà capace di realizzare sistemi tecnologici personalizzati con il nostro laboratorio di maker, perché new media significa che i media possono anche essere inventati” dicono Funaro e Vittorioso.

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