Google lancia “Made in Italy: eccellenze in digitale” e porta le PMI sul web per favorire l’export e avvicinarle alla cultura della rete
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Carlo D'Asaro Biondo

“La scommessa per il futuro del Made in Italy è quella di aprirsi ulteriormente ai mercati internazionali per diventare così un volano di crescita economica ancora più rilevante per il paese. Google crede che il digitale possa giocare un ruolo importante in questo processo e ha deciso di fornire un contributo concreto per diffondere l’eccellenza italiana nel mondo”. Le parole con cui Carlo D’Asaro Biondo, presidente EMEA di Google, lo ha presentato ieri a Roma riassumono gli obiettivi di un progetto che vuole essere vetrina digitale, strumento di formazione e opportunità per i giovani.

Made in Italy: eccellenze in digitale, annunciato a ottobre dal presidente di Google Eric Schmidt, prende le mosse dalla constatazione che il Made in Italy è un brand riconosciuto e ricercato all’estero: nel 2013 le ricerche su Google legate a prodotti italiani sono cresciute del 12%, con la moda in prima posizione e turismo e agroalimentare con la crescita più significativa. Ma se il modello produttivo italiano può rispondere a esigenze di grande qualità e forte personalizzazione pur con produzioni limitate – caratteristiche che ne favoriscono la diffusione su internet – il Made in Italy è ancora poco presente sul web e sono poche le sue eccellenze conosciute all’estero: solo il 34% delle PMI, infatti, ha un proprio sito internet e solo il 13% lo utilizza per fare e-commerce.

Ecco dunque una piattaforma digitale bilingue che raccoglie 100 eccellenze italiane note e meno note nel mondo (dal Parmigiano Reggiano al vetro di Murano, dalla carta di Fabriano al pane di Altamura, dalla fisarmonica di Vercelli al carciofo spinoso di Sardegna, fino ai piatti musicali di Pistoia) in altrettante mostre virtuali organizzate in percorsi di testi, immagini, video e documenti storici che raccontano ali utenti globali la produzione italiana e le sue tradizioni.

Made in Italy: eccellenze in digitale, che è stato realizzato dal Google Cultural Institute insieme al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, Unioncamere, Università Ca’ Foscari e Fondazione Symbola, non si limita però a una funzione di vetrina: parte del progetto è dedicata a supportare le imprese nel processo di avvicinamento a internet affinché ne possano cogliere I benefici economici. La piattaforma contiene infatti anche un percorso formativo online che, partendo da storie imprenditoriali e casi concreti, fornisce agli imprenditori idee e spunti per utilizzare il web come mezzo per rafforzare il proprio business. Naturalmente, Google ha tutto da guadagnarci, poiché le imprese che intraprendono il percorso saranno poi i primi potenziali investitori in pubblicità sul motore di ricerca. D’Asaro Biondo lo ammette, ma sottolinea anche che “È un’iniziativa pensata e realizzata appositamente per l’Italia, che ci auguriamo possa contribuire ad aumentare la capacità delle imprese italiane di fare export e promuovere ulteriormente la cultura del Made in Italy nel mondo”.

A completamento del progetto Google, insieme a Unioncamere, mette a disposizione 20 borse di studio per giovani “digitalizzatori” che per 6 mesi affiancheranno aziende piccole e medie in diverse regioni d’Italia per aiutarle a portare il Made in Italy online. I giovani selezionati, dopo un training formativo, inizieranno il loro percorso di educazione al digitale delle PMI italiane facendo base nelle diverse Camere di Commercio delle aree che partecipano all’iniziativa. Il bando completo e i territori coinvolti saranno resi noti nel corso del mese di febbraio.

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