Ridotte le quote di adesione allo stand Italia in EIBTM: Federcongressi&eventi, Convention Bureau Italia e Regioni raggiungono l’accordo
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Il tavolo di concertazione aperto la scorsa settimana ha raggiunto il risultato: l’Italia si presenterà in EIBTM, una delle due maggiori fiere europee per il settore meeting ed eventi, con uno stand unitario, sventando così il rischio di una presenza frammentata e poco incisiva sul mercato.

La quota di adesione per gli operatori è scesa dai 5.000 euro più Iva proposti inizialmente dal Convention Bureau Italia (che avevano scatenato la dura reazione di Federcongressi&eventi) a 4.000 euro più Iva, grazie a una nuova soluzione allestitiva concordata dal gruppo di lavoro riunitosi il 21 settembre e composto dai rappresentanti di Convention Bureau Italia, Federcongressi&eventi e delle Regioni aderenti al progetto interregionale MICE in Italia.

La riduzione del 20%, confermata da una circolare del direttore generale del Convention Bureau Italia Patrick Hoffnung, è stata accolta positivamente da Federcongressi&eventi, che la giudica più in linea con le esigenze del mercato e che rinuncia quindi al progetto alternativo di un proprio stand in fiera.

Paolo Zona, presidente di Federcongressi&eventi, esprime soddisfazione per l’accordo raggiunto e riconosce il contributo positivo degli interlocutori: “Penso che in questa operazione sia stato importante il ruolo delle Regioni, soprattutto dell’Assessore al Turismo della Toscana, Cristina Scaletti, la quale espresse chiaramente il desiderio di tutti gli assessorati di lavorare insieme a una soluzione condivisa. Altrettanto importante mi sembra sia stato il ruolo del Presidente del Convention Bureau, Mario Resca, il quale ha istituito il gruppo di lavoro che, alla fine, ha affrontato efficacemente il problema”.

Zona non rinuncia però a ribadire la centralità del ruolo delle imprese di settore nella promozione internazionale dell’Italia congressuale e invita a considerare questo accordo come punto di partenza, e non d’arrivo, affinché “Per le prossime iniziative, così come per le scelte strategiche del Convention Bureau, ci si possa pienamente avvalere delle competenze delle imprese, in un quadro di riferimento ispirato al principio partecipativo nei processi decisionali che rinunci ad atteggiamenti solisti nocivi al sistema della meeting&incentive industry italiana”.

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