Classifica UIA: Singapore al primo posto per congressi associativi ospitati, l'Italia non è nella top ten
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Una crescita del numero di eventi moderata ma costante, quella che risulta dal monitoraggio dell’attività congressuale di 65mila organizzazioni effettuata da UIA, l’unione delle associazioni internazionali che ha sede a Bruxelles e che annualmente rilascia un report statistico con la fotografia del mercato congressuale associativo internazionale e la classifica delle destinazioni (paesi e città) per numero di eventi ospitati.

Il monitoraggio UIA considera i congressi internazionali con almeno 50 partecipanti, tranne eventi aziendali, politici, sportivi religiosi e di organizzazioni non profit, così come tutti gli eventi a partecipazione esclusivamente nazionale. Il database sui cui sono elaborati i dati, cioè l’International Congress Calendar, è significativamente più vasto di quello su cui si basa l’analoga classifica stilata da ICCA, l’International Congress & Convention Association: ICCA si basa sui dati delle destinazioni e delle sedi congressuali socie, mentre UIA indaga gli eventi alla fonte, partendo dalle associazioni committenti. Si spiegano così, con la diversità di fonti e di portata, le differenze nei ranking di destinazioni e città elaborati dalle due associazioni.

Secondo l’International Meetings Statistics appena pubblicato, nel 2012 si sono svolti nel mondo 10.498 congressi associativi internazionali rispondenti ai criteri UIA (164 in più rispetto al 2011, quando ne erano stati rilevati 10.344), che si sono tenuti in 167 paesi e 1.374 città.

Al primo posto in entrambe le classifiche, sia quella delle città che quella dei paesi, si riconferma Singapore, che nel 2012 ha ospitato 952 congressi, con uno share del 9,5% di tutti i congressi considerati. Il ranking delle città vede al secondo posto ancora Bruxelles, con 547 congressi, e poi Vienna, con 326, che sale di una posizione a spese di Parigi, al quarto posto. Le città europee si posizionano molto bene, con ben 7 record nella top ten. Interessante la scalata di Seoul, che si classifica al quinto posto con 253 congressi, subito prima di Tokyo, settima con 225. Entrano nella top ten, rispetto allo scorso anno, Copenhagen (8°), Madrid (9°) e Londra (10°), mentre escono Budapest, Berlino e Ginevra.

Il ranking dei paesi vede al secondo posto, dopo Singapore, il Giappone, che con 731 congressi internazionali ospitati nel 2012 e uno share del 7,3% sorpassa quest’anno gli Stati Uniti, ora al terzo posto. Seguono Belgio e Corea del Sud, entrambi in ascesa di una posizione a scapito della Francia, che scende al sesto posto con 494 congressi. Scende di due posizioni anche la Germania, quest’anno al 9° posto, mentre salgono Austria e Spagna. Anche quest’anno, chiude la top ten l’Australia, al 10° posto con 287 congressi.

L’Italia è assente dalla top ten di entrambe le classifiche, nonostante negli ultimi anni si sia investito molto in nuove strutture in grado di accogliere grandi congressi (il MiCo di Milano e il Palacongressi di Rimini, tanto per citarne due). Il nostro paese probabilmente sconta ancora la frammentazione dell’offerta su diverse città, al contrario di quanto avviene in paesi come la Francia o l’Austria, dove la capitale è la destinazione principale che raccoglie più facilmente un numero elevato di partecipanti.

Il report completo di UIA sui congressi 2012 è al momento a disposizione solo degli associati: dal prossimo settembre sarà acquistabile anche dai non soci.

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