La Cina degli eventi cresce in incoming e outgoing, incrementi a due cifre per la fiera CIBTM
I numeri della fiera e i risultati del China and Asia Meetings Industry Research Report testimoniano di un mercato in rapido sviluppo e con grandi potenzialità economiche, dove le professionalità specifiche del settore eventi cominciano a emergere e ad affermarsi. Consapevole di quali sono gli standard da raggiungere per divenire destinazione internazionale, e forte di una robusta domanda corporate interna, la Cina prevede che il settore degli eventi varrà presto 100 miliardi di euro l'anno.
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CIBTM 2011

La Cina avanza. Mentre l’Eurozona arranca e gli Stati Uniti, alle prese con il debito pubblico, retrocedono, l’economia cinese, nonostante il recente rallentamento, continua a mantenere altissime le previsioni di crescita del PIL per il 2011/2012, calcolate dal Fondo Monetario Internazionale intorno ai 9,6 punti percentuali. E quando l’economia cresce, anche il settore meeting, congressi ed eventi prospera.

La sesta edizione di CIBTM, la fiera che Reed Travel Exhibitions organizza a Pechino come parte del proprio portfolio eventi IBTM dedicati al settore degli eventi, si è svolta infatti a inizio settembre all’insegna dell’ottimismo, della crescita e dell’entusiasmo professionale. La fiera in sé, pur piccola rispetto al gigantesco mercato cinese, ha registrato buone percentuali di crescita: 391 espositori (+28%), 323 hosted buyer (+15%), di cui due terzi cinesi e il resto internazionali, 7.549 appuntamenti prefissati (+12%) e circa 4.000 visitatori nei tre giorni di manifestazione.

In occasione di CIBTM, è stato presentato il China and Asia Meetings Industry Research Report, la ricerca annuale che Reed Travel Exhibition effettua per monitorare l’andamento e i trend di mercato della regione. Lo studio è basato quest’anno sulle risposte di 445 buyer e 180 supplier, la maggior parte cinesi, ma provenienti anche dal resto dell’Asia e da Paesi che hanno attività di incoming o outgoing verso la Cina.

I buyer interpellati per la ricerca sono sia corporate di diversi settori merceologici sia intermediari, cioè agenzie: il primo trend che balza all’occhio analizzando il campione che ha risposto alle domande è che in Cina, sebbene le agenzie di viaggio siano ancora la principale tipologia di intermediari che organizzano congressi e convention, sta crescendo il numero di PCO, delle agenzie di eventi e delle incentive house, a testimonianza di un settore in rapido sviluppo e sempre più specializzato e professionale.

È in aumento il numero di eventi: il 71% dei buyer intervistati ha dichiarato di avere organizzato negli ultimi 12 mesi più eventi che nell’anno precedente. Poco meno della metà degli eventi, il 46%, sono eventi nazionali organizzati in Cina; il 38% sono eventi internazionali ospitati in Cina e il 33% sono eventi cinesi organizzati in destinazioni estere, a indicare sia il crescente interesse dei cinesi ad acquisire eventi internazionali sia l’aumento dei gruppi cinesi che si muovono fuori dai propri confini per eventi di business.

Fra le tipologie di eventi organizzati dai buyer, soprattutto meeting e convention: aumentano però sia i viaggi incentive commissionati da aziende cinesi che i congressi internazionali ospitati in Cina: fra le destinazioni più gettonate dall’outgoing cinese si segnalano i vicini Paesi asiatici (Taiwan, Macao, Corea del Sud, Singapore, Tailandia e Malesia), seguiti da Nord America, Europa, Medio Oriente e Africa. Fra le destinazioni cinesi, si riconfermano ai primi posti Pechino, Shanghai e Hong Kong, ma cominciano a emergere, sulle mappe degli organizzatori, anche città come Shenzhen, Chengdu e Qingdao.

Da migliorare la soddisfazione dei buyer per la qualità delle sedi per eventi in Cina, in calo rispetto alla precedente edizione della ricerca e che quest’anno rileva un 22% di valutazioni negative. Un dato percentualmente minoritario che segnala però l’accresciuta consapevolezza dei buyer cinesi verso standard di servizio e di prodotto che le strutture locali spesso non hanno ancora raggiunto.

Per il prossimo futuro, il 50% dei buyer intervistati prevede un incremento dei budget per gli eventi e il 34% indica volumi di investimento stabili. Fra le criticità segnalate dai buyer che lavorano in outgoing, portando eventi cinesi fuori dai confini, ci sono i costi crescenti ma anche le questioni relative a passaporti e visti; sul fronte dell’incoming gli ambiti di miglioramento sono stati identificati nella formazione professionale per il settore, nella capacità alberghiera di standard adatti al settore e sulle infrastrutture necessarie per gli eventi di business.

I dati rilevati delle risposte dei fornitori (alberghi, DMC, sedi per eventi, convention bureau, fornitori di servizi turistici e di supporto agli eventi), confermano i trend identificati dai buyer: il 60% dei supplier intervistati ha avuto più business negli ultimi nell'ultimo anno che nel periodo precedente, la maggior parte per eventi locali che si sono svolti in Cina. I loro primi clienti locali sono ancora le agenzie di viaggio, ma i PCO sono saliti dal sesto al secondo posto, seguiti dalle agenzie di eventi, dai DMC e dalle agenzie di incentive, tipologie di intermediari altamente specializzati sul segmento.

Nel corporate, i primi tre settori merceologici più attivi sul fronte dell’organizzazione eventi sono farmaceutiche, banche/servizi finanziari e IT/telecomunicazioni. Il 70% dei fornitori intervistati dichiara di cercare i propri clienti fra le aziende, il 34% fra le agenzie e il 29% nelle associazioni e organizzazioni non profit.

Sui trend di mercato futuri i fornitori si discostano lievemente dalle previsioni dei buyer: il 52% prevede un aumento del numero di eventi, ma soltanto il 27% indica un aumento dei budget. Questo indicherebbe un trend simile a quello di mercato globale, dove i committenti tengono d’occhio i costi e cercano di organizzare più eventi con budget più bassi.

Anche secondo i fornitori la sfida più pressante per la Cina quale destinazione per eventi è quella della comprensione delle esigenze dei visitatori business internazionali: formazione professionale degli operatori, standard di servizio, qualità di strutture e infrastrutture, procedure semplificate per i visti d’ingresso nel Paese sono le priorità da affrontare sviluppare un settore che, secondo le previsioni delle istituzioni cinesi, potrebbe raggiungere nel giro di qualche anno un valore complessivo di oltre 100 miliardi di euro l’anno.

Margherita Franchetti

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