Nuove misure restrittive nel Codice Deontologico di Farmindustria, altri alberghi esclusi dai congressi medici
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Sono due gli articoli del nuovo Codice Deontologico approvato da Farmindustria che modificano le regole in tema di congressi medici e che stanno mettendo in allarme gli operatori, in particolare alcune tipologie di strutture alberghiere che ne escono fortemente penalizzate, se non addirittura tagliate fuori dal mercato.

Il primo è l’articolo 3.5, che recita così:
"Per quanto riguarda l’individuazione delle località congressuali relativamente alle manifestazioni organizzate direttamente dall’azienda, quest’ultima dovrà fornire al Comitato di controllo nel corso di una eventuale istruttoria, ragionevoli motivazioni di ordine scientifico, logistico e organizzativo che hanno ispirato la scelta della località stessa. In nessun caso è consentita l’organizzazione di iniziative scientifiche aventi anche finalità di tipo turistico".

"È vietata l’organizzazione o la sponsorizzazione di eventi congressuali che si tengano o che prevedano l’ospitalità dei partecipanti in strutture quali: resort, navi, castelli che si trovino al di fuori del contesto cittadino, masserie, agriturismo, golf club, strutture termali o che abbiano come attività prevalente servizi dedicati al benessere o spa".

Come si evince dal secondo capoverso, le misure sono drasticamente restrittive e tagliano fuori dal mercato una moltitudine di strutture che, pur avendo anche una connotazione “turistica”, ospitano da sempre congressi medici, magari avendone anche fatto una delle proprie principali attività di destagionalizzazione. Per gli organizzatori dei congressi, invece, la norma si traduce in una forte limitazione nella scelta delle sedi alberghiere.

Il secondo articolo che modifica le precedenti regole è il 3.9:
"Gli eventi regionali e le riunioni scientifiche a livello locale sono caratterizzati da un ambito territoriale di provenienza dei partecipanti di livello provinciale o della singola Regione. Gli eventi dovranno avere acquisito crediti ECM ed in tale occasione non potrà essere offerta alcuna ospitalità a eccezione del coffee break".

"Per gli eventi che prevedano un numero di ore formative superiori a 6 potrà essere offerto un “light lunch” nell’intervallo tra la sessione della mattina e la sessione del pomeriggio all’interno della struttura nella quale si svolge la manifestazione congressuale. Tali eventi devono essere tenuti in sedi quali ospedali, università, fondazioni di carattere scientifico o sale congressuali tali da assicurare dignità scientifica".

La norma, che vieta il pernottamento per i congressi di portata regionale, non solo penalizza le strutture alberghiere, ma rende più difficile la partecipazione dei congressisti in Regioni dove non è agevole muoversi in giornata e complica il lavoro dei provider che lavorano in ambito regionale e che dovranno, in alcuni casi, optare per l’ambito interregionale.

“Pur comprendendo lo spirito che ha spinto Farmindustria a elaborare le nuove norme, cioè quello di rendere le aziende farmaceutiche sempre meno attaccabili dai media a proposito delle offerte fatte ai medici, fatico invece a comprendere l’utilità di norme tanto restrittive” ha commentato a Event Report Mario Buscema, responsabile Federcongressi&eventi per l’ECM e gli eventi medico-scientifici. “Soprattutto in questo momento di crisi economica, le nuove regole penalizzeranno tante imprese alberghiere che magari fanno già fatica a fare quadrare i conti”.

Come ci si comporta in caso di dubbio nella scelta degli alberghi? “In genere l’azienda sponsor del congresso chiede un parere a Farmindustria, che solitamente si esprime in maniera restrittiva” dice Buscema citando il caso limite dello Sheraton Golf Parco de’ Medici di Roma, che è una “conclamata” struttura congressuale – ma è adiacente a un campo da golf ed è un po’ fuori città – sulla cui fruibilità Farmindustria delibererà a breve.

C’è poi l’esempio, citato sul gruppo LinkedIn di Federcongressi, di Abano Terme e dei suoi alberghi, sicuramente termali ma anche, da sempre, congressuali. Gli esempi sono innumerevoli. “Non credo ci sia margine di intervento da parte nostra” conclude Buscema. “Così come non siamo riusciti a fare modificare il Codice Deontologico riguardo agli alberghi a 5 stelle nonostante l’intervento dell’Antitrust, temo che anche in questo caso Farmindustria rimarrà ferma sulle proprie posizioni”.

Sotto, in allegato, il nuovo Codice Deontologico di Farmindustria, licenziato il 22 ottobre scorso, e un documento che ne rileva le differenze rispetto alla precedente versione.

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