Great Place to Work: presentate le 25 migliori multinazionali dove lavorare
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La migliore azienda multinazionale del mondo per cui lavorare è SAS, il colosso di software e servizi di business analytics. Al secondo posto c’è Google e al terzo NetApp, società per la distribuzione e la gestione di dati e contenuti di rete. La classifica Best Multinational Workplaces 2012 delle migliori aziende dove lavorare è stata presentata martedì a San Francisco da Great Place to Work, società di consulenza che ogni anno analizza le performance di migliaia di aziende in tutto il mondo per valutarne la qualità dell’ambiente di lavoro e il grado di soddisfazione e motivazione dei dipendenti.

Dal ranking delle prime 25 si rileva innanzi tutto che a offrire le migliori condizioni di lavoro ai propri dipendenti sono le aziende che operano nel settore dell’IT, che occupano i vertici della classifica: quest’anno perde però parecchio terreno Microsoft, che dalla prima posizione del 2011 si trova ora al 5° posto. Bene fanno anche due grandi gruppi alberghieri, Marriott e Accor, che si piazzano, rispettivamente, al 6° e 19° posto.

La classifica di Great Place to Work è interessante perché si basa principalmente sull’opinione dei dipendenti e sul livello di benessere che sperimentano sul posto di lavoro: il punteggio è dettato soltanto per un terzo dalle informazioni gestionali fornite dalle aziende.

Ai dipendenti viene infatti dato da compilare (in maniera anonima) un questionario che misura il Trust Index, cioè i livelli di credibilità dell’azienda, di rispetto, equità, orgoglio, e coesione all'interno dell’ambiente di lavoro, così come la qualità delle relazioni fra i dipendenti e con il management, fornendo un quadro abbastanza preciso del grado di soddisfazione e fiducia che i lavoratori hanno verso l’azienda.

Contemporaneamente, con il Culture Audit Great Place to Work valuta anche parametri oggettivi forniti dalle aziende stesse: dimensioni e fatturati, ma soprattutto, il numero e la qualità dei benefit per i dipendenti (giorni di ferie, per esempio), le facilities messe a loro disposizione sul posto di lavoro (palestre, asili e simili), il turnover del personale, il modello organizzativo: in sintesi, il tipo di cultura aziendale che governa la gestione delle risorse umane.

Le aziende che si sottopongono alla valutazione lo fanno spontaneamente. Perché lo fanno? Per due motivi. Il primo è prettamente consulenziale: è risaputo infatti che i dipendenti soddisfatti dell’ambiente e delle condizioni di lavoro sono anche quelli più motivati,  la cui produttività può arrivare a essere superiore del 30% alla media generale. Il monitoraggio aiuta quindi le aziende a misurarsi e a individuare gli ambiti di miglioramento della propria organizzazione.

Il secondo motivo è reputazionale: le aziende che risultano essere buoni datori di lavoro fanno cioè un’operazione di employer branding, costruendosi una buona reputazione che permette loro di attrarre i talenti migliori.

Le aziende che fanno parte della classifica Best Multinational Workplaces hanno almeno 5.000 dipendenti nel mondo, il 40% dei quali lavora fuori dal paese dove è situato il quartier generale dell’azienda, e operano in minimo 5 diversi paesi. Oltre a quella delle multinazionali Great Place to Work stila anche classifiche nazionali: quella italiana per il 2012 sarà presentata in dicembre.

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