Paolo Zona: il Convention Bureau nazionale non dà sostegno alle imprese
Il presidente di Federcongressi&eventi contesta la proposta del direttore generale del bureau Patrick Hoffnung agli operatori del settore meeting ed eventi di partecipare allo stand Italia presso la fiera EIBTM di Barcellona con una quota di 6.000 euro, e considera l’ipotesi di offrire, a soci e non, una soluzione alternativa “a un prezzo che non sia un insulto alla ragione”.
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La nuova querelle fra Paolo Zona, presidente di Federcongressi&eventi, e il Convention Bureau nazionale prende le mosse dalla circolare con cui il direttore generale del bureau Patrick Hoffnung propone agli operatori una postazione allo stand Italia, in occasione della EIBTM, una delle due maggiori fiere europee di settore in calendario a fine novembre a Barcellona, al prezzo di 6.000 euro.

Zona afferma che la quota è superiore sia a quella richiesta per la partecipazione, lo scorso maggio, all’altra grande fiera europea, l’IMEX di Francoforte, sia a quella per l’EIBTM 2010, e che l’aumento si spiegherebbe con la decisione del bureau di non potere più sostenere operazioni in perdita.

“Iniziative quali la costituzione di un CB nazionale nascono per dare sostegno alle imprese e non per mettersi in concorrenza con esse. In contesti come questo, poi, sono le imprese stesse a dover condividere le condizioni di realizzazione di ciascun progetto. All’elemento pubblico resta da valutare e verificare se sussistano i presupposti per dare il proprio contributo in una logica di co-marketing. In altri termini, i soldi stanziati dallo Stato vanno messi a esclusiva disposizione delle imprese, le quali debbono poter effettuare le loro proposte, assumendosi responsabilità e contribuendo fattivamente per la loro parte, per poi rimettersi alla valutazione finale dell’ente pubblico. Qui invece c’è un soggetto pubblico che stabilisce che cosa fare e come farlo, dettando alle imprese le condizioni per procedere. Non possiamo condividere questa impostazione” commenta Zona attraverso un duro comunicato stampa.

È ovvio, sostiene il presidente di Federcongressi&eventi, che gli oneri per una fiera co-finanziata siano superiori ai contributi dei privati, e non è condivisibile, considerati la natura pubblica del Convention Bureau e il momento di crisi economica, che l’ente non voglia sostenere le spese per dare sostegno alle imprese del settore.

Federcongressi&eventi sta quindi considerando di partecipare alla fiera con un proprio stand, aperto a soci e non soci, che offrirà servizi “dinamici e commercialmente aggressivi” a tariffe che non siano “un insulto alla ragione”. In attesa di una decisione definitiva, Oficina del Turismo, il promo-office dell’associazione, ha già cominciato a contattare gli operatori per presentare loro l’iniziativa e valutarne l’interesse.

Nonostante sembri quindi cosa già quasi fatta, Zona conclude lasciando aperto uno spiraglio, che ha però il sapore di un aut aut: “Proseguiremo su questa strada sempre che il CB nazionale non manifesti in brevissimo tempo – nei fatti, più che nelle parole – un cambiamento di rotta e di spirito”.

Nei mesi scorsi il presidente di Federcongressi&eventi aveva criticato le modalità di costituzione e organizzazione del Convention Bureau nazionale, che ha escluso l'associazione, e quindi le imprese di settore, dal proprio consiglio di amministrazione (vedi articoli correlati sotto), ma alla presentazione dello start-up dell’ente, in occasione di BTC a inizio luglio, si era detto positivo e disponibile a collaborare con il CB nazionale, ribadendo la necessità del coinvolgimento degli operatori e auspicando un lavoro di squadra, cosa che secondo lui per il progetto EIBTM non è accaduta.

A quanto ci risulta, un confronto diretto fra Zona e Hoffnung sulla questione non c’è (ancora) stato: è quindi da auspicare che si apra un dialogo per evitare un’insanabile frattura fra il principale (e appena nato) organismo di promozione e commercializzazione della destinazione Italia sui mercati internazionali e l’associazione degli operatori e dei professionisti del settore.

Margherita Franchetti

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