Motivazione: solo la metà degli italiani è soddisfatta del proprio lavoro, siamo i più scontenti d'Europa
A
Solo un lavoratore italiano su due è soddisfatto del proprio lavoro: risultano infatti in discesa la qualità della vita in azienda, il potere d’acquisto dello stipendio e di conseguenza la motivazione al lavoro. Riscontri simili, ma più mitigati, solo da francesi e spagnoli, mentre in Germania e Nord Europa il benessere in azienda è molto più diffuso.

A rivelarlo è la ricerca Edenred-Ipsos Barometer 2012, dal titolo Benessere in azienda e motivazione dei dipendenti, svolta da Edenred, società specializzata nei servizi prepagati per aziende, in collaborazione con l’istituto di ricerca Ipsos, che ha messo a confronto il livello di soddisfazione dei lavoratori di sei Paesi europei: Francia, Germania, Italia, Spagna, UK e Belgio.

Solo il 48% degli italiani si dichiara complessivamente soddisfatto della propria situazione lavorativa, il tasso più basso fra i sei Paesi, dove i soddisfatti sono il 63% degli inglesi, il 64% di francesi e spagnoli, il 74% dei tedeschi e il 77% dei belgi. Nel dare un voto alla qualità della vita sul posto di lavoro sono ancora una volta gli italiani quelli meno soddisfatti, con un voto medio di 5,7 – quindi insufficiente – mentre stanno sopra la sufficienza francesi, spagnoli e inglesi (rispettivamente con 6,1, 6,3 e 6,5) e si avvicinano al discreto belgi (6,8) e tedeschi (6,9).

Nonostante ciò il lavoro è considerato positivamente dal 56% degli italiani, soprattutto come fonte di sicurezza economica (35%), ma anche come piacere (12%) e ragione di orgoglio (8%). Certo, sono percentuali inferiori a quelle europee: il 29% dei belgi, il 25% dei tedeschi e il 20% dei francesi vive il lavoro come un piacere, fonte di orgoglio per il 21% degli inglesi e il 14% degli spagnoli.

A che cosa è legata la negatività degli italiani? Innanzitutto al potere d’acquisto della propria retribuzione: solo il 24% degli italiani ne è soddisfatto, mentre il 75% ne è poco o affatto soddisfatto. Livelli negativi comparabili si riscontrano in Francia e Spagna, mentre i giudizi si invertono per tedeschi, inglesi e belgi, che sono abbastanza soddisfatti.

Il livello salariale è infatti anche la maggiore preoccupazione per i lavoratori italiani, accanto al mantenimento del posto di lavoro (indicate entrambe dal 39% dei rispondenti); ci si preoccupa meno del tempo dedicato al lavoro (se ne lamentano di più i quadri – uno su tre).

In definitiva, la ricerca rileva un calo significativo della motivazione sul posto di lavoro, diminuita, rispetto alla precedente ricerca del 2008, per il 36% dei lavoratori, e ancor più – di ben il 42% – tra quadri e dirigenti (il dato peggiore fra tutti i manager d’Europa). Sono maggiormente motivati soltanto il 9% dei lavoratori (il 18% dei quadri) e con un livello di motivazione stabile il 54% dei lavoratori e il 40% dei quadri.

Le aziende italiane avrebbero dunque un grande lavoro da fare per incentivare i dipendenti e accrescerne la motivazione che è, come dimostrato anche da ricerche internazionali (vedi articolo correlato sulla ricerca dell’Incentive Research Foundation), uno dei fattori chiave per la competitività delle imprese.

Commenta su Facebook