Presentato in BTC lo start-up del Convention Bureau nazionale. Zona: "Bene, ma dovete coinvolgere le imprese"
Il neo-direttore generale del bureau Patrick Hoffnung ha delinato in BTC, contestualmente alla presentazione del progetto interregionale MICE in Italia per sottolinearne la complementarità, le linee strategiche e operative (con un budget di 6 milioni di euro) che guideranno l’avvio del principale organismo di promozione e commercializzazione della destinazione Italia sui mercati internazionali. Positivo il presidente di Federcongressi&eventi, che ribadisce però la necessità del coinvolgimento delle imprese di settore auspicando un lavoro di squadra.
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“Il congressuale è strategico per l’Italia” ha esordito Patrick Hoffnung presentando il progetto di start-up del Convention Bureau nazionale venerdì scorso a BTC, la fiera degli eventi, di fronte a una platea di operatori del settore e giornalisti. “Tutti i grandi paesi che hanno un incoming turistico si sono dotati di convention bureau nazionali. Gli obiettivi di quello che si chiamerà Convention Bureau Italia saranno molteplici: promuovere e valorizzare l’offerta italiana presso gli organizzatori dei mercati esteri; essere il punto di riferimento dei professionisti internazionali sui mercati per l’organizzazione degli eventi in Italia; supportare e assistere i professionisti italiani di settore sviluppando strumenti di conoscenza dei mercati esteri e implementando strategie di marketing e azioni di comunicazione e promozione dell’Italia sui mercati internazionali; creare una piattaforma d’incontro tra domanda e offerta”.

Per perseguire questi obiettivi il bureau si pone come mission quella di presentarsi sui mercati internazionali con un’immagine unica e un brand “Italia” forte, attraverso il coordinamento dei partner, il sostegno all’adeguamento e riqualificazione dell’offerta, il monitoraggio e l’analisi del mercato e il supporto alla commercializzazione del prodotto congressuale italiano.

La struttura del Convention Bureau è, unico caso al mondo, quella di una società per azioni (creata dall’Enit), per consentire lo svolgimento di attività commerciali e l’erogazione di servizi. È una struttura orientata al raggiungimento dei risultati e capace di reagire alle evoluzioni del mercato. L’Enit mette a disposizione la propria rete di uffici esteri, ottimizzando in questo modo risorse e costi ma anche rendendo possibile la presenza continuativa sui mercati, lo sviluppo delle relazioni con i target di riferimento e l’organizzazione delle attività promo-commerciali sui vari mercati. Gli uffici della rete Enit saranno dunque l’interlocutore di riferimento sia per chi vuole portare eventi in Italia sia per gli operatori italiani che cercano sviluppo all’estero.

Il Convention Bureau nazionale cerca partnership ad ampio raggio, che comprendano tutti gli stakeholder della filiera: istituzioni (ENIT, Dipartimento per lo sviluppo e la competitività nel Turismo, Promuovi Italia): Regioni (MICE in Italia e agenzie regionali per il turismo), convention bureau locali; associazioni di categoria (in primis Federcongressi&eventi); palazzi dei congressi; agenzie, PCO e DMC; alberghi e catene alberghiere; campagnie aeree e ferroviarie; osservatori (primo fra tutti l’Osservatorio Congressuale Italiano).

L’obiettivo è quello di valorizzare i punti di forza della destinazione Italia e risolverne le debolezze: “I dati ICCA del 2009 dicono che l’Italia è al quarto posto nel mondo per numero di congressi associativi ospitati; i dati UIA relativi allo stesso anno la riportano al nono posto, e la prima città italiana nella classifica internazionale e Roma, al 20° posto” spiega Hoffnung. “Per portare in Italia un maggior numero di congressi ed eventi occorre aumentare la visibilità delle destinazioni italiane, rafforzando comunicazione e promozione declinate per tipologia di mercato e facendo emergere le nuove destinazioni che dispongono delle attrattive e infrastrutture necessare, ma soprattutto utilizzare il brand Italia per caratterizzare il prodotto e rafforzare l’effetto di destinazione coordinata”.

I mercati cui si rivolgerà l’azione del Convention Bureau nazionale sono suddivisi in tre categorie di priorità basate sui dati dell’Osservatorio Nazionale del Turismo relativi ai movimenti turistici per motivo di lavoro: al primo posto si collocano i mercati “tradizionali” quali Germania, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Svizzera, Austria, Spagna, Benelux. Seguono i mercati “complementari”: Scandinavia, Giappone (di cui si monitorano l’evoluzione e la ripresa) e Canada. Infine, i mercati emergenti: Russia, Cina, Brasile, Australia, Emirati Arabi.

Gli eventi target individuati da Hoffnung sono i congressi associativi di grandi e medie dimensioni, le fiere e i saloni, i grandi eventi (sportivi ma non solo) e gli eventi aziendali: lanci di prodotto, viaggi di motivazione e incentivazione, convention.

Fra le attività di sviluppo identificate si segnalano, oltre alla già citata creazione di una rete internazionale tramite le sedi Enit all’estero e al coordinamento dei partner, la sintesi degli studi di mercato esistenti (Osservatorio Congressuale, Osservatorio Business Travel, Osservatorio del Turismo), il benchmarking di settore, la costituzione di una banca dati dell’offerta e di una banca dati sui mercati esteri, il supporto alla presentazione di candidature, l’assistenza nell’acquisizione e pianificazione eventi, gli interventi di formazione e aggiornamento professionale, le attività di comunicazione, di organizzazione fam trip e sales visit e la partecipazione alle principali fiere, borse e workshop internazionali.

“Condivido la presentazione di Hoffnung, che contiene tutti gli elementi base per l’avvio di un Convention Bureau nazionale” è intervenuto Paolo Zona, presidente di Federcongressi&eventi. “Di fatto, però, le imprese non hanno partecipato alla fase costitutiva del CB nazionale. Mi auguro che il bureau voglia riconsiderarne il ruolo nello start-up del progetto. Il denaro pubblico deve essere speso a beneficio della collettività, e la collettività sono anche le imprese, tramite le quali si genera ricchezza per i cittadini e che hanno dimostrato, con il progetto Italia for Events, di potere ricoprire un ruolo tecnico e contribuire al raggiungimento dei risultati. Mettiamoci intorno a un tavolo e contribuiamo tutti, ognuno per quello che sa, alla crescita del settore congressuale, con un lavoro di squadra. Riconfermo quindi la disponibilità a collaborare con il CB nazionale, ma vorrei che i dipendenti delle sedi Enit estere fossero formati sul congressuale per parlarne con cognizione di causa. Se il CB nazionale e le Regioni vorranno poi collaborare al nuovo Osservatorio Congressuale Italiano, sarà per noi e per BTC motivo di orgoglio”.

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