Federcongressi&eventi è fuori dal Convention Bureau nazionale e se ne dissocia. Zona: "esprimo amarezza"
Su indicazione del Ministro Brambilla, l’azionista unico del bureau Promuovi Italia ne ha cambiato lo statuto, riducendo i consiglieri da cinque a tre e rinnovandone i due terzi. Zona: “Il nuovo CdA è privo di esperienza specifica nella meeting industry”.
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Un provvedimento adottato, su indicazione del ministro Brambilla, da Promuovi Italia, società controllata al 100% da Enit e azionista unico di Convention Bureau SpA, ha modificato lo statuto dell’ente riducendone i consiglieri e rinnovandone due su tre.

Sono così rimasti fuori dal CdA Paolo Zona, presidente di Federcongressi&eventi, Laura Colombo, capo della segreteria tecnica del ministro Brambilla, Eugenio Magnani, direttore della Struttura di missione per il rilancio dell’immagine dell’Italia e Margherita Bozzano, ex assessore della Regione Liguria e operatore nel settore degli eventi culturali.

Il nuovo CdA è composto da Mario Resca (che è anche il nuovo presidente del Convention Bureau), Paolo Rubini, direttore generale dell’Enit e unico consigliere riconfermato, e Rino Lepore, titolare dell’Harry’s bar di Roma.

“Si tratta di tre persone rispettabilissime, ma prive di specifica e continuativa esperienza nella meeting industry” dichiara Paolo Zona. “Inoltre, così composto, il CdA non accoglie alcun rappresentante delle imprese di settore, ruolo che, di fatto, nel precedente consiglio ricoprivo io”.

“Ci chiediamo”, continua Zona, “quale e quanta strada possa fare un organismo così poco rappresentativo e ancora privo di un benché minimo piano industriale. Pertanto Federcongressi&eventi si dissocia, da oggi, da qualsiasi decisione che il Convention bureau vorrà assumere”.

Il Convention Bureau nazionale è stato costituito a febbraio 2011 con 7 milioni di euro di fondi reperiti dal Ministro Brambilla. Paolo Zona, chiamato a fare parte del Consiglio di Amministrazione, aveva da subito espresso perplessità su uno statuto che, di fatto, privava il CdA dei poteri che gli sono propri ma, d’accordo con l’Esecutivo di Federcongressi&eventi, aveva deciso di dare fiducia a un progetto lungamente atteso dagli operatori della filiera e di accettare quindi l’incarico.

“Nella prima riunione del CdA del Convention Bureau nazionale non si è parlato di pianificazione dell’attività, ma di emolumenti all’amministratore delegato e al futuro direttore generale. I consiglieri hanno richiesto che prima si facesse un business plan dell’ente, e solo dopo si passasse a discutere le questioni operative. Nelle successive due riunioni è stato presentato un budget triennale molto vago, che i consiglieri non hanno approvato richiedendo che si stabilissero prima obiettivi e strategie per definire gli investimenti” dichiara Zona.

La scorsa settimana, comunica Zona, gli onorevoli Rao e Scanderebech dell’UDC hanno presentato un’interrogazione parlamentare alla Camera per capire che cosa è successo.

“Esprimo amarezza perché dall’esperienza del precedente Convention Bureau Italia, una quindicina di anni fa, avevamo l’esempio di cosa non si deve fare” conclude Zona.

Federcongressi&eventi guarda invece con attenzione e interesse al progetto interregionale MICE Italia presentato il mese scorso a Roma, che l’associazione sottoscriverà nei prossimi mesi.
(Margherita Franchetti)

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