Nel 2010 bilancio positivo per Vienna, in crescita il numero di eventi
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Più eventi, più fatturato, meno pernottamenti. Sono questi in sintesi i risultati emersi dalla ricerca Vienna 2010 Conference Statistics (disponibile qui sotto l'allegato da scaricare), presentata a metà aprile da Renate Brauner, vicesindaco della città, Norbert Kettner, managing director dell'Ufficio del Turismo di Vienna e da Christian Mutschlechner, direttore del Convention Bureau di Vienna.

Nel 2010 Vienna ha ospitato 2.934 eventi, il 14% in più rispetto al 2009, di cui 935 congressi (+6%) e 1.999 eventi aziendali (+18%), per un fatturato complessivo di circa 769 milioni di euro, il 4% in più rispetto all’anno precedente. Dei 935 congressi, 579 sono congressi internazionali (+4%) e 356 nazionali (+9%), mentre gli eventi corporate sono 1.999 (+18%). Gli eventi collegati alla meeting industry viennese hanno garantito circa 15.000 posti di lavoro a tempo pieno.

L’unico segno negativo è stato registrato dal numero di pernottamenti (1.336.291) che nel complesso ha avuto una flessione del 3%.
Come precisato dal vicesindaco Renate Brauner, ciò si spiega con l’andamento generale del mercato che negli ultimi anni, a causa della riduzione dei budget, ha visto una diminuzione del numero degli accompagnatori e dei giorni di permanenza dei congressisti.

Questi dati sono confermati anche dall’indagine commissionata dal Vienna Tourist Board, condotta su un campione di 4.114 intervistati di cui 3.715 congressisti e 399 espositori.
Il sondaggio rivela che nel 2010 è presente un accompagnatore ogni 6 delegati (nel 1991 era un accompagnatore ogni due) e la media dei giorni di permanenza per ogni congressista è 4,6 contro i 7,3 del 1991.
Tra l’altro nel 2010 per la prima volta la media dei giorni di permanenza coincide con la durata media dei congressi. Il 68% degli intervistati giustifica questa diminuzione con la mancanza di tempo e il 49% con la carenza di fondi.

Per un terzo degli intervistati Vienna si rivela come la migliore destinazione congressuale per il suo fascino (50%), per la sua posizione (25%) e per l’efficienza dei servizi congressuali offerti (18%).

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