Positiva la bilancia turistica 2011 dell’Italia: l’incoming porta 30,9 miliardi di euro, Germania al primo posto per spesa
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L’andamento dei flussi turistici in Italia nel 2011 è stato positivo, anche se a macchia di leopardo, con divergenze regionali di rilievo e potenziali non espressi, innanzitutto nel Sud. Si consolidano intanto i mercati internazionali di provenienza del turismo incoming, Germania in testa, ma la crescita futura sarà legata soprattutto ai Paesi extra europei. Sono alcuni dei dati del rapporto L’Italia e il turismo internazionale. Andamento incoming e outgoing nel 2011 e prospettive al 2012, presentato l'altro ieri nel corso dell’annuale conferenza organizzata dal Ciset – Università Ca’ Foscari di Venezia e Banca d’Italia per fare il bilancio delle entrate e delle uscite turistiche del nostro Paese.

I dati della Banca d’Italia – basata su 140.000 questionari statistici compilati alle frontiere – mostrano dunque per il 2011 un andamento positivo dell’incoming, che ha generato complessivamente 30,89 miliardi di euro, con un crescita del 5,6% rispetto al 2010. La spesa degli italiani in outgoing, che invece ammonta a 20,5 miliardi di euro, ha portato la bilancia in netto positivo di oltre 10,3 miliardi.

Per il 2012 si prevede che continuerà il trend di crescita, anche se moderato dalla congiuntura economica incerta, che porterà a chiudere l’anno con un +2,5% nella spesa e +3/4% negli arrivi.

Tra le destinazioni che hanno beneficiato maggiormente dei flussi di turismo incoming spicca Roma, al primo posto con 5,2 miliardi di euro (+4,8), seguita da Milano (2,8 miliardi, +3,8%), Venezia (che registra la crescita percentuale maggiore, +13,4%, e arriva a 2,6 miliardi di euro) e Firenze (1,96 miliardi di euro, +7%).

Tra le macro aree, crescono maggiormente il Sud e le Isole, con una spesa turistica a +6,2%, mentre il Nord-Est registra un +4,4% e il Nord Ovest +4,9%. Secondo quanto evidenziato da Mara Manente, direttore del Ciset, la ricchezza prodotta dal turismo si concentra per il 68,5% in sole cinque regioni d'Italia: Veneto, Toscana, Lazio, Lombardia ed Emilia Romagna, mentre tutto il Mezzogiorno ne raccoglie solo il 13%, dato sicuramente al di sotto delle potenzialità turistiche dell’area.

Riguardo ai mercati di provenienza dei turisti internazionali, si confermano quelli tradizionali: la Germania è al primo posto (e cresce dell’11% la spesa), seguita da USA, UK, Francia, Austria, Svizzera, Spagna e Giappone. Nel biennio 2012-2013 cresceranno però il ruolo e la spesa dei Paesi extra europei, asiatici e del Sudamerica in particolare.

La spesa media pro capite per presenza è di 99 euro (stabile), mentre scende leggermente la spesa per i viaggi d’affari, che resta comunque la più elevata, a 118 euro. A beneficiarne soprattutto le strutture ricettive (41% della spesa), i ristoranti (20,8%) e i trasporti (12,3%). È scesa invece la durata media dei viaggi a 4,3 giorni, complice il fenomeno low cost, che favorisce spostamenti frequenti ma brevi.

Analizzando invece le performance degli alberghi italiani, l’Istat conferma che l’Italia ha un ruolo rilevante nella ricettività europea, di cui rappresenta il 16,6% dei posti letto, al secondo posto dopo la Francia, ma ben sopra Spagna e Germania. La presenza negli alberghi italiani dei turisti internazionali nel biennio 2010-2011 ha visto sempre dati positivi (+3,6% e +3,9%) e ciò ha permesso di controbilanciare il calo del mercato domestico.

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