Sicilia e Firenze in CIBTM: ecco che cosa chiedono i buyer cinesi
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Lo stand "The Best of Italy" dei convention bureau di Sicilia e Firenze in CIBTM

Alla CIBTM di Pechino, la fiera del settore meeting ed eventi di Reed Travel Exhibitions che si è tenuta a inizio settembre, erano presenti in qualità di espositori Sicilia Convention Bureau e Firenze Convention Bureau che, con un’operazione di co-marketing, hanno “alloggiato” sotto lo stesso stand, denominato per l’occasione “The best of Italy”. Per Firenze è la prima volta a Pechino, mentre la Sicilia è al terzo anno consecutivo di partecipazione alla fiera.

CIBTM si è rivelata un vivace punto di ritrovo per la nascente meeting industry locale, e lo stand italiano è stato, soprattutto il primo giorno, quello di maggiore affluenza, letteralmente preso d’assalto da buyer e visitatori cinesi.

“È interessante notare l’evoluzione dell’approccio e delle richieste dei buyer cinesi” racconta Tobia Salvadori, sales & marketing manager del Sicilia Convention Bureau. “Tre anni fa ci chiedevano chi fossimo e dove fossimo collocati geograficamente, oggi invece vengono da noi scientemente, per trovare destinazioni alternative a Roma, Venezia, Firenze e Milano, che già conoscono. Per la maggior parte sono agenti di viaggio, ma si cominciano a vedere anche intermediari specializzati”.

I gruppi aziendali che arrivano in Italia, spiega Salvadori, sono in genere costituiti da delegazioni di dieci/venti persone che si recano in Europa o in Italia per una fiera, una visita d’affari o una riunione importante e che poi vi agganciano un soggiorno leisure, mediamente di una decina di giorni e generalmente articolato su più destinazioni.

“Finora abbiamo accolto in Sicilia diverse delegazioni aziendali, per due/quattro giorni, che però non avevano le caratteristiche meeting o incentive cui siamo abituati” dice Salvadori. “Mi ha però colpito la velocità con cui i cinesi si stanno adeguando agli standard occidentali di comunicazione e di logistica: per esempio, adesso cominciano a chiedere l’utilizzo di location particolari e l’organizzazione di attività in esclusiva, che tre anni fa non consideravano. Segno che il mercato si sta sviluppando e la meeting industry cinese impara molto in fretta”.

E se la Sicilia, con la propria presenza in CIBTM, ha come obiettivo quello di fare conoscere la destinazione affinché sia inclusa nei programmi di viaggio ed entri stabilmente negli itinerari che già comprendono le grandi città, Firenze ha partecipato per la prima volta alla CIBTM con l’obiettivo di stabilire contatti con gli operatori locali e comprenderne le esigenze per fornire loro supporto e potenziare i flussi di incoming. “Gli intermediari che ho incontrato sanno poco della città e della Toscana, e apprezzano quindi il contatto con un ufficio di promozione che possa guidarli e aiutarli a trovare i partner più adatti a loro” dice Eleonora Odorino, responsabile commerciale del Firenze Convention Bureau. “Le aziende cinesi per ora non organizzano da noi le loro convention, perché optano per destinazioni più vicine e meno costose, ma la mia sensazione è che qui si muova tutto molto in fretta e che quindi arriveremo presto a un incoming di eventi più strutturati e più sofisticati” commenta la Odorino.

Che cosa fanno le delegazioni cinesi in Italia? “Amano sicuramente la cultura e l’arte, ma anche la moda e i grandi marchi del made in Italy, e chiedono quindi attività legate a questi temi” dice Eleonora Odorino. “Cercano alberghi di categoria elevata, anche se poi capita che, resisi conto dei costi, scendano un po’ di livello” dice Salvadori.

Una delle problematiche principali per le nostre agenzie di incoming è che per poter ricevere gruppi cinesi occorre essere registrati all’Enit e presso la Camera di Commercio Italo-Cinese. “Il Sicilia Convention Bureau ha fatto in proposito un’azione di sensibilizzazione verso le agenzie del proprio territorio e ora alcune hanno i titoli per gestire persone e denaro dalla Cina” dice Salvadori. “Anche per la lingua le nostre agenzie cominciano ad attrezzarsi, perché avere una persona di riferimento che parli la loro lingua è per i gruppi cinesi molto importante”.

Nel merito della CIBTM Salvadori e Odorino esprimono soddisfazione: “Anche se percentualmente i buyer interessati a noi sono meno che in altre fiere, il numero di contatti che abbiamo registrato è altissimo, nell’ordine delle centinaia. Se anche solo il 10% di questi contatti si trasforma in business, il risultato è davvero significativo” commentano.

Margherita Franchetti

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