Pensiero Laterale

Riccardo Pizzuti, Vicedirettore NH Leonardo da Vinci Roma
L’Uroboro, ovvero: il serpente delle infrastrutture
A
Mitologicamente noto come Uroboro, il serpente che si morde la coda, il sistema degli investimenti per il congressuale in Italia ha da sempre rappresentato un settore non proprio da fiore all’occhiello. Vi prego di contraddirmi, ve ne prego…

Il riferimento all’archetipo non è casuale: è l’incremento della domanda che genera nuove iniezioni di denari nell’hardware congressuale, oppure è all’azione (investimento) che corrisponde la reazione della domanda? E, soprattutto, quali dinamiche regolano l’interazione tra investimento-comunicazione dello stesso-ROI? La rete di relazioni internazionali che il nostro mestiere ci insegna a tessere mi viene in soccorso anche in questo senso e la lampadina si accende facilmente, illuminando il ricordo di un congresso ICCA a Lipsia (22-26 Ottobre 2011), il 50° per l’esattezza.

Parliamoci chiaro, Lipsia è paragonabile a Bologna come caratteristiche geografiche, ma della grassa, dotta e rossa ha un quarto del fascino storico-culturale. Eppure dopo l’investimento (certamente corposo) fatto per realizzare il CCL-Congress Center Leipzig nel 1996, la città sassone ha visto incrementare:

– da 20 a 62 milioni di euro la spesa globale dei congressisti
– da 420 a 1.250 i posti di lavoro collegati al congressuale
– da 6 a 20 milioni di euro l’introito proveniente dal sistema fiscale
– da 8.400 a 10.400 euro la spesa media per espositore

I dati sono riferiti al periodo 2002-2009 (non proprio novelli, lo so… ma comunque indicativi direi) e portano la firma dell’IFO, Institute for Economic Research.

Per attualizzare un po’ questo post, e senza voler peccare di auto referenzialità, vi riporto nell'immagine lo screenshot del mio pc, mentre leggevo la consueta informativa nel giorno di giovedì di un paio di settimane fa…

Stride, per usare un predicato gentile, l’antitesi tra i due articoli su Roma e Berlino (Roma, l’Autorità per i contratti pubblici denuncia la Nuvola di Fuksas: costi lievitati, tempi infiniti e parcella spropositata e Inaugurato a Berlino il CityCube, nuovo centro congressi da 11mila posti costruito in meno di 2 anni) e retoricamente mi domando chissà quale tra i due territori analizzati beneficerà maggiormente delle politiche infrastrutturali adottate da chi governa la cosa pubblica?

Chiudo: ho passato 4 giorni nella capitale tedesca all’inizio di maggio (non conoscendo minimamente gli intenti editoriali di Event Report) e avevo deciso di scrivere un articolo sulla strepitosa demografia del popolo berlinese che, almeno per quanto ho avuto modo di vedere con i miei occhi, è decisamente caratterizzata da “under 35”. Sembra davvero una città consegnata nella mani dei giovani: sono dappertutto, gestiscono negozi, lavorano all’aeroporto, negli hotel, dirigono reparti di aziende internazionali, fanno impresa nei settori più disparati, insomma… animano la città rendendola attraente e innovativa.

Poi ho letto la newsletter di cui sopra, l’entusiasmo si è spento, sono tornato in Italia, e ho scritto questo.

Brano consigliato durante la lettura del post: Man of Good Fortune – Lou Reed (1973)

Riccardo Pizzuti

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