Pensiero Laterale

Riccardo Pizzuti, Vicedirettore NH Leonardo da Vinci Roma
Il capitale (delle risorse) umane
A
Quali sono gli asset su cui le imprese che operano nel settore degli eventi devono incardinare le loro strategie? Quali i fattori che possono determinare il successo (o l’insuccesso) di un’impresa, sia essa medio-piccola ovvero più strutturata?

In un mestiere come il nostro (che, non dimentichiamoci, altro non è che l’arte di far incontrare e far star bene le persone) uno dei fattori più sensibili per il successo professionale sta certamente nelle PERSONE che fanno questo lavoro.

Occupandoci di relazioni, il fattore umano diventa a mio parere indiscutibilmente primario. Mi stupisce e mi amareggia, spesso, notare quanto poco si investa nella ricerca di risorse umane adeguate. Quanto, chi deve portare avanti un business come il nostro, poco si inserisca sui canali che veicolano il flusso delle professionalità sia emergenti che più consolidate, per massimizzare il ritorno di un investimento che è molto più che economico, come un’assunzione (nel migliore dei casi…).

Chiacchierando con un amico che gestisce una nota società che si occupa di head hunting, ho scoperto quanto il nostro settore sia avulso da dinamiche strutturate nei processi di reclutamento. Ho scoperto che mentre esistono professionisti che offrono consulenza ai candidati per affrontare i vari colloqui di selezione (così come a chi il lavoro è disposto a offrirlo), il nostro settore è considerato dagli stessi consulenti chiuso, a sé stante, con dinamiche lignee e introverse.

Ciò deriva sicuramente dal bisogno degli imprenditori di “non sbagliare”, non avendo tempo e denari per la formazione del personale, e si traduce con il complicarsi della combinazione che sblocca le porte del nostro mondo ai giovani (tanti) desiderosi di imparare a fare questo lavoro.

A uno sguardo rapido, infatti, quello che farebbe non bene, ma benissimo al settore congressuale italiano, a mio tautologico e personalissimo avviso, sarebbe proprio l’inserimento di figure professionali con background differenti e il più possibile variegati, possibilmente giovani.

Sta in questo, forse, la chiave del respiratore che ci consentirà di sopravvivere a questa lunghissima e profonda epoca di crisi? Non credete che l’aria possa viziarsi dopo un po’, se respirata sempre dagli stessi polmoni?

In tal senso sfioro appena i quattro elementi della formula chimica:
– Le imprese, che devono impegnarsi (e non solo economicamente) a ottimizzare ed ampliare i loro processi di ricerca sul mercato dell’offerta;
– L’offerta, che mai passivamente ha l’obbligo di giocare un ruolo vivace (vedi social network come LinkedIn per dirne una, ma anche ICCA, IMEX, Mice Factor di Federcongressi&eventi…)
– Il legislatore, che qualcosa ha iniziato a fare per agevolare l’inserimento di risorse umane soprattutto in età compresa tra i 18 ei i 29 anni
– Le università, che hanno l’obbligo morale di fare molto di più per colmare lo spread tra la domanda e l’offerta.

Facile no?

Brano consigliato durante la lettura del post: Iron Sky - Paolo Nutini (Caustic Love, 2014)

Riccardo Pizzuti

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