Arriva in Italia YouTube for Good, strumento di visual storytelling per il non profit
A
I video, è ormai accertato, sono condivisi in rete e sui social media 12 volte più dei post di testo. E se il visual storytelling, cioè la narrazione di storie attraverso le immagini video, è un potente strumento per la costruzione dell’immagine di brand, è a maggior ragione uno straordinario veicolo di comunicazione per le organizzazioni non profit, che sulle storie delle persone (ma non solo delle persone) costruiscono la propria mission sociale.

E così YouTube, la piattaforma social più utilizzata per veicolare contenuti visuali, porta adesso in Italia YouTube for Good, soluzione che consente al mondo del non profit di sfruttare al meglio il potenziale del format. Si tratta di una versione “mirata” di YouTube che offre agli utenti dei video non profit la possibilità di effettuare donazioni direttamente tramite il “pulsante di donazione” basato sul servizio Google Wallet e alle organizzazioni di effettuare il live streaming o arricchire i video con indicazioni per una call to action specifica da rivolgere alla community di sostenitori e simpatizzanti.

Il non profit è un settore che utilizza molto YouTube, generando più di 4 miliardi di visualizzazioni sulla piattaforma, pari a circa una visualizzazione ogni due persone nel mondo: come strumento di diffusione della causa, fund raising e reclutamento di volontari, il social ha quindi potenzialità enormi.

YouTube for Good fornisce anche una guida online su come ottimizzare l’utilizzo dei video per le campagne di comunicazione non profit (ma i suggerimenti valgono anche per il profit). Per creare un efficace storytelling online, per esempio, la priorità va ai contenuti: non basta fare buone riprese, si deve incentivare al massimo l'interazione con la community, in modo da poterla coinvolgere a supporto della causa. Occorre quindi, come prima cosa, identificare in modo chiaro gli obiettivi e il pubblico di riferimento, creando contenuti che spingano gli utenti a tornare sul sito per vederne altri. E poi, esplicitare chiaramente una call to action, cioè un’azione che si vuole che gli utenti compiano: effettuare una donazione, firmare una petizione, registrarsi come volontari, partecipare a un evento. Inoltre, per aumentare l'efficacia dei testimonial, generalmente personalità note, è utile includere i loro nomi nei metadati, cioè titolo, tag e descrizione del video: in questo modo la ricerca del nome della celebrità darà come risultato anche il video taggato.

Ecco, poi, alcuni suggerimenti prettamente tecnici:

• Scegliere per i video titoli stimolanti e di appeal, con parole chiave rilevanti (per esempio non profit, beneficenza, raccolta fondi).
• Rendere ben visibile la descrizione sintetica della causa o dell’organizzazione per stimolare altre iscrizioni.
• Includere link a contenuti di interesse.
• Realizzare video di forte impatto, che diano agli utenti un’impressione positiva dell’organizzazione.
• Invitare la community a iscriversi al proprio canale e a condividere i video.
• Usare il maggior numero possibile di tag con parole rilevanti per il tema trattato e il non profit in generale.
• Aggiungere il pulsante “Dona” al canale.

Commenta su Facebook