Ricaricare lo smartphone in aeroporti e luoghi pubblici può mettere a rischio i dati: ecco le precauzioni da prendere
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Si trovano ormai un po’ dappertutto – in aeroporti, stazioni, luoghi pubblici e parchi cittadini,  e offrono energia gratuita per ricare i dispositivi elettronici. Una manna, se non fosse che le preziose colonnine di ricarica possono mettere a rischio la sicurezza dei dati contenuti nei dispositivi che vi si connettono.

L’allarme arriva da Kaspersky Lab, che si occupa appunto di sicurezza informatica, secondo cui il fattore di rischio interviene quando si collega lo smartphone alla stazione di ricarica con un cavo USB. Il collegamento tramite USB attiva infatti uno scambio di informazioni automatico fra il dispositivo e la stazione di ricarica: lo smartphone trasmette alla colonnina dati che vanno dal nome, modello e numero di serie del dispositivo alle informazioni sul sistema operativo fino all’ID del chip elettronico e alla struttura del sistema file che vi sono contenuti.

Numero e tipo di informazioni trasmesse variano a seconda del tipo di dispositivo e dell’host, ma resta il fatto che chiunque può raccogliere i dati trasmessi e conservarli per un uso futuro. Il pericolo maggiore, mette però in guardia Kaspersky Lab, è che attraverso la connessione USB qualunque hacker può installare sullo smarphone un’applicazione root (che sblocca le restrizioni di accesso al sistema) e compromettere il dispositivo.

Benché non ci siano notizie su incidenti che coinvolgono punti di ricarica falsi Kaspersky Lab suggerisce quattro precauzioni: utilizzare per la ricarica USB solo stazioni affidabili; proteggere lo smartphone con una password e non sbloccarlo durante la carica; usare tecnologie di criptaggio e archivi sicuri (aree protette sui dispositivi mobile usate per isolare le informazioni sensibili) per proteggere i dati; installare anche sul dispositivo mobile soluzioni di sicurezza per rilevare i malware eventualmente trasmessi durante la ricarica.

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