La gamification per generare engagement: ecco come applicarla agli eventi
A
È la tecnica di utilizzo di elementi e meccaniche legati al gioco in contesti non ludici, e può essere applicata in tutti gli ambiti dove l’obiettivo è comunicare e diffondere un messaggio: la gamification, oggi impiegata nel marketing allo scopo di fare engagement e creare fidelizzazione, così come nelle aziende per coinvolgere e motivare i dipendenti, ha la caratteristica di indurre comportamenti attivi e migliorare l’esperienza di momenti e situazioni professionali facendo leva sul divertimento, lo spirito di competizione e l’istinto a raggiungere obiettivi per progredire e magari guadagnare ricompense.

Gli eventi, e in special modo quelli, come i grandi congressi, che si svolgono con il tradizionale format delle presentazione dei relatori seguite dalle domande del pubblico, sono spesso percepiti come statici e un po’ noiosi, privi di spontaneità e di dinamismo: ecco allora che “gamificarli” può aggiungere quell’elemento di divertimento altrimenti mancante, lo stimolo a partecipare attivamente e l’input a comprendere meglio i contenuti dell’evento. Alcuni esempi di come si può applicare la gamification agli eventi arrivano dal blog di Azavista, fornitore olandese di tecnologie per eventi, che indica agli organizzatori due strade principali: la gamification digitale o quella tradizionale.

La gamification digitale è veicolata tramite applicazioni per smartphone customizzate o sviluppate specificatamente per l’evento: l’idea è quella di incentivare la partecipazione attiva attraverso l’introduzione di elementi di competizione: per esempio, mini cacce al tesoro nel centro congressi, ma anche piccoli test relativi ai contenuti dell’evento che appaiono sullo schermo dello smartphone al termine di ogni presentazione, chiedendo agli utenti di rispondere ad alcune domande. Alcune app, proprio per sfruttare la leva competitiva, erogano punteggi di merito, consentendo ai partecipanti che ne totalizzano di più di guadagnare premi o riconoscimenti al termine dell’evento.

Nei contesti in cui si vuole porre un maggiore accento sulla competizione, le app per la gamification consentono ai partecipanti di visualizzare non soltanto il proprio punteggio, ma anche quello degli altri: secondo Azavista, l’elemento competitivo così strutturato stimola la platea a seguire con più attenzione gli interventi degli speaker e gli accadimenti dell’evento, trasformando anche il tema più ostico in una sfida intellettuale che stimola la curiosità e l’ambizione a eccellere e vincere.

La gamification digitale è tipicamente utilizzata per gli eventi di grandi numeri: per meeting più piccoli, gli organizzatori possono procedere con tecniche più tradizionali che prevedono l’utilizzo di carta e penna o l’interazione con altri partecipanti: dividere i partecipanti in gruppi affidando loro un compito ludico per raggiungere un obiettivo, anche in competizione con altri gruppi, è un classico esempio di gamification non digitale che fa leva sull’innata socialità degli esseri umani e che può essere canalizzata verso le tematiche del team building, del pensiero creativo e del problem solving.

Le iniziative di gamification devono essere adeguatamente comunicate prima dell’evento perché costituiscono un valore aggiunto in termini di marketing: l’anticipazione del gioco, della competizione e del premio costituisce per il target di pubblico un incentivo a partecipare all’evento. Del resto la gamification può cominciare anche prima dell’evento: gli organizzatori possono erogare punti a chi si registra prima o entro una certa data, oppure stimolare gli iscritti a reclutare altri partecipanti in cambio di punti o premi, monitorandone l’attività attraverso app o tecnologia cloud. L’importante, conclude Azavista, è generare interesse per l’evento, passaparola e motivazione a parteciparvi.

Commenta su Facebook

Altro su...

Meeting management