Cosa condividono gli utenti sui social media e perché: indicazioni per il content marketing
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Se la diffusione di contenuti è oggi una delle tecniche più efficaci per accrescere la visibilità del brand, promuovere l’autorevolezza dell’azienda e coinvolgere e fidelizzare il target, la domanda principale che chi fa content marketing deve porsi per orientare le proprie attività è quali tipologie di contenuti sono maggiormente condivise dagli utenti del web e quali sono le motivazioni che li spingono alla condivisione.

Un approfondimento su questo tema è offerto da un’indagine condotta dalla società di ricerche di mercato Ipsos OTX, che ha interpellato 18mila utenti il 24 paesi chiedendo loro che cosa condividono e perché. Il primo dato rilevante è che a condividere contenuti, quali che essi siano, sui social media è complessivamente il 70% degli utenti, in percentuali inversamente proporzionali all’età anagrafica: ha l’abitudine di condividere contenuti l’80% degli utenti sotto i 35 anni, il 70% di quelli fra i 35 e i 49 e il 55% di chi ha più di 50 anni. Emrge, inoltre, che le donne sono leggermente più propense a condividere contenuti degli uomini, su una base del 74% contro il 69%.

Le tipologie di contenuti condivisi sono molto eterogenee: al primo posto ci sono le immagini, che con il loro potere emozionale ed evocativo risultano avere un livello di viralità superiore a tutti gli altri format. Gli utenti sono poi inclini a condividere, nell’ordine: la propria opinione, gli aggiornamenti di stato su quello che stanno facendo, link ad articoli, link a prodotti o servizi che consigliano ai propri amici, link a notizie, post di altre persone, video clip e progetti di proprie future attività (viaggi etc).

Ai contenuti di carattere personale, quindi, si affiancano in modo preponderante anche i contenuti di fonti esterne (immagini, link ad articoli, prodotti, notizie, video), che costituiscono una quota rilevante di ciò che gli utenti amano mostrare ai propri amici e contatti social.

Interessante, a questo punto, sondare le motivazioni che spingono alla condivisione: secondo Ipsos OTX, la ragione principale (indicata dal 61% degli intervistati) per cui gli utenti inoltrano ad altri un qualche tipo di contenuto è per condividere “qualcosa di interessante”. Al secondo posto c’è il desiderio di condividere “qualcosa di importante” e al terzo “qualcosa di divertente”. Sebbene le valutazioni di cosa sia “interessante”, “importante” o “divertente” abbiano un certo margine di soggettività, è chiaro che la condizione necessaria affinché un contenuto venga diffuso e promosso dagli utenti è che risponda ad almeno una di queste caratteristiche, se non addirittura a tutte e tre insieme.

Altre ragioni che spingono gli utenti a condividere qualcosa sui social media sono fare sapere agli altri chi sono e in cosa credono, consigliare un prodotto o un servizio di cui sono rimasti soddisfatti, esprimere sostegno a una causa o a un’organizzazione, condividere contenuti unici, fare sapere agli altri che cosa stanno facendo, contribuire a una conversazione in corso e mostrare agli altri di essere “sul pezzo”.

In particolare, emerge dall’indagine Ipsos che gli italiani (il 42%) sono più inclini della media (del 37%) a condividere contenuti che parlano di sé, di chi sono e delle cose in cui credono, anche se l’assoluto primato in questo ambito spetta all’Arabia Saudita (il 65% degli utenti). I più attenti a condividere contenuti interessanti sono i cinesi (al 76%), mentre chi condivide di più contenuti importanti sono sono i turchi (67%). Gli anglosassoni (britannici, americani, canadesi e australiani) hanno le più elevate percentuali di condivisione di contenuti divertenti. Chi invece condivide più di altri informazioni e consigli su prodotti e servizi sono i turchi (46%) e i brasiliani (41%).

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