Cinesi nuovi top spender mondiali del turismo, ecco dove vanno e come scelgono gli alberghi
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Gli albergatori mondiali lo confermano: sono i cinesi i clienti che spendono di più per i viaggi internazionali. Un dato avallato dal secondo Chinese International Travel Monitor (CITM) di Hotels.com, che vede la clientela del Dragone al primo posto nella classifica planetaria con un totale di 102 miliardi di dollari spesi nel 2012, il 40% in più rispetto all'anno precedente. Con queste cifre la Cina supera tutti i mercati più munifici, come quello tedesco e lo statunitense.

Secondo le oltre 1.500 strutture alberghiere interpellate da Htels.com, l'esercito dei visitatori cinesi è in continuo aumento: il 45% conferma, infatti, l'incremento rispetto all'anno precedente, e il trend sembra destinato a continuare anche nei prossimi anni. Intervistati sulle prospettive del prossimo triennio, gli albergatori esprimono tutto il loro ottimismo: uno su 10 dice di aspettarsi, in quel periodo, una progressione di visitatori cinesi di oltre 50 punti percentuali, mentre la metà degli intervistati prevede un aumento oscillante tra l'11 e il 50%.

Il Chinese International Travel Monitor evidenzia anche un dato a sorpresa: aumenta progressivamente la quota di viaggiatori cinesi che preferisce viaggi indipendenti, al di fuori di gruppi organizzati. Un particolare fondamentale per i governi dei paesi ospitanti, che per intercettare una porzione di mercato più ampia dovranno innanzitutto velocizzare le procedure di rilascio dei visti, come già sta accadendo in Italia grazie all'accordo stretto tra il Ministero degli Esteri e l'Enit per accelerare il rilascio dei visti dai paesi BRIC.

La macchina organizzativa italiana si mostra, dunque, più attenta di altri paesi alle necessità degli ospiti cinesi, anche perché la Penisola è tra le 10 mete più visitate da questi viaggiatori. Nel ranking delle destinazioni scelte svettano, tuttavia, gli Usa, seguiti da Hong Kong, Thailandia e Giappone.  

L'indagine, però, individua anche i margini di miglioramento per gli hotel che intendono attrarre la clientela cinese. Oltre un quarto dei viaggiatori del paese asiatico (il 26%) chiede infatti la possibilità di accettare metodi di pagamento cinesi, e il 75% pensa che gli albergatori dovrebbero migliorare il materiale promozionale tradotto in cinese; il 42% vorrebbe inoltre che lo staff dell'albergo parlasse mandarino. Desideri che, per ora, trovano ben poco riscontro nell'offerta degli alberghi, dal momento che il 25% dichiara di organizzare corsi di formazione specifici per lo staff, ma solo uno su 10 propone materiali informativi in mandarino. A questo punto ai cinesi non resta che imparare almeno qualche parola nella lingua del paese che visiteranno.

È il caso, ad esempio, dell'Italia; da noi, infatti, gli albergatori notano una crescente conoscenza della lingua da parte di questi clienti, oltre a una capacità di spesa più alta rispetto agli anni precedenti. L'incremento della disponibilità di denaro è evidente anche nell'elenco dei fattori che i cinesi considerano i più importanti per la scelta di un hotel: la convenienza della struttura ricettiva slitta, infatti, al terzo posto, mentre il 43% dei viaggiatori intervistati mette al primo posto la sicurezza, il 39% la vicinanza a siti storici e culturali e solo il 17% le opportunità di shopping.

Una volta individuata la destinazione, scelgono le strutture con le facilities irrinunciabili: al primo posto, con il 66% delle preferenze, i ristoranti, seguiti da un buon 21% che predilige le strutture dotate di centro congressi; il 18% non rinuncia ai negozi in albergo e il 16% vuole la piscina. La metà dei viaggiatori cinesi si affida, per le prenotazioni, ai siti web dedicati e il 60% segue il consiglio degli amici. Oltre un quarto dei viaggiatori (27%) usa, invece, i social media per un aiuto nel momento della scelta della località di vacanza, percentuale che sale al 33 se i viaggiatori hanno meno di 35 anni. "Un dato" osserva Johan Svanstrom, managing director di Hotels.com nell'area Asia-Pacifico "che evidenzia la necessità, per gli albergatori, di adattare le proprie strategie di marketing prestando più attenzione al mondo dell'online e dei social media per intercettare il più grande mercato di viaggiatori al mondo".

Allo stato attuale, secondo lo studio, il servizio più offerto dagli albergatori è il wi-fi gratuito, con un 18% degli intervistati che propone anche la tv cinese e il 39% che mette a disposizione dei propri ospiti una stanza fumatori. Interrogati sui servizi da proporre nei prossimi 12 mesi gli albergatori internazionali hanno mostrato di capire le necessità dei loro clienti: il 20% di loro ha infatti dichiarato di essere intenzionato a tradurre in mandarino i materiali di benvenuto e il 19% vuole creare un sito web in cinese; sul fronte della ristorazione, il 14% dei gestori pensa a preparare per i visitatori una colazione che si avvicini il più possibile ai loro gusti alimentari.

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