Storytelling: come farsi ascoltare nel rumore della rete e raggiungere un pubblico sempre più distratto
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Internet è diventato un posto sovraffollato: miliardi di pagine web che contengono informazioni su qualsiasi argomento, centinaia di milioni di utenti che conversano online, centinaia di migliaia di aziende che comunicano e cercano di intercettare clienti... Per contro, le persone sono bombardate, quotidianamente, da una quantità di messaggi e informazioni di molto superiore a quella cui possono prestare attenzione.

Sono questi i presupposti di cui tenere conto quando ci si appresta a fare comunicazione o marketing sul web, qualunque sia il canale, lo strumento o la tecnologia che si sono scelti e soprattutto in un ambito B2B fatto di professionisti superoccupati: per farsi sentire e ottenere l’attenzione del proprio target occorre raccontare la propria storia di brand elevandosi al di sopra del rumore della rete e vincendo la poca attenzione generale.

A fornire i suggerimenti su come farlo è l’agenzia LookBook HQ, che sottolinea come il requisito fondamentale per fare un efficace storytelling aziendale sia oggi la velocità: le storie, cioè i contenuti, devono essere veloci tanto da produrre e distribuire quanto da consumare. L’attenzione del target è di brevissima durata, e occorre riuscire a catturarla nel giro di qualche minuto, se non di qualche secondo.

Ecco i 5 suggerimenti per uno storytelling veloce, efficace e che si fa ascoltare:

1. Tutti vogliono la multimedialità, quindi mostrare è meglio che raccontare
I comunicati stampa che contengono elementi multimediali ottengono il 77% di reazioni in più rispetto a quelli composti di solo testo; i post sui blog vengono linkati 3 volte di più se hanno un video. Detto questo, appare chiaro che combinare elementi visuali e testuali aumenta le possibilità che il contenuto riceva attenzione.

2. Nessuno legge fino in fondo, quindi attenzione a che il messaggio non venga scorso troppo velocemente
Il 79% degli utenti del web non legge un testo parola per parola, ma si affida al colpo d’occhio, con il quale “scorre”, in media, 100mila parole al giorno. Per fermare l’occhio e fare in modo di essere letti con attenzione occorrono un titolo accattivante e un attacco interessante.

3. Gli utenti hanno poco tempo, quindi occorre organizzare per loro l'informazione
I professionisti trascorrono il 51% del proprio tempo cercando di organizzare e ordinare le informazioni invece che utilizzarle per il proprio lavoro; il 90% ammette di avere gettato via informazioni importanti senza nemmeno averle lette. Si deve quindi essere chiari e concisi nei propri contenuti, utilizzare una narrativa scorrevole, proporre le informazioni in maniera esplicita e fruibile anche graficamente.

4. Il marketing fa molto rumore, non smarrite il brand nel sovraffollamento della rete
Nel 2012 le pubblicità online sono state 5,3 trilioni; la stima è che l’utente internet medio veda, in una forma o nell’altra, 5mila messaggi di marketing al giorno. Per essere ascoltati, storie e contenuti devono quindi  essere personali e rilevanti, parlare del brand e dei suoi clienti, emozionare: le persone acquistano con l’emotività, e poi giustificano l’acquisto con la logica.

5. Internet è caotica, non lasciate che le storie si disperdano
Ogni 60 secondi si effettuano 700mila ricerche su Google, si caricano 60 ore di video su YouTube, si inviano 168 milioni di email. Essere efficaci e tenersi stretta l’attenzione del target significa anche non aspettarsi che il proprio pubblico cerchi le nostre storie disseminate su tutte le piattaforme del web: bisogna invece trovare un modo creativo per proporre le più rilevanti in un “pacchetto” integrato, facilmente accessibile.

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