Social media: quale il più diffuso per il marketing B2B oggi e quale avrà il primato futuro
A
Prima strumento per le aziende al consumer, il social media marketing è oggi cavallo di battaglia anche per le imprese che operano nel B2B. Le percentuali di adozione sono elevatissime: solo l’1% delle aziende B2B, infatti, non ha una strategia social per promuoversi sul mercato di riferimento. Il dato, naturalmente, americano, indica un trend in ascesa, anche se poi strategie, obiettivi e risultati hanno comunque, anche in America, notevoli margini di miglioramento.

Ad analizzare i principali trend che caratterizzano il social media marketing delle aziende B2B in questo primo scorcio di 2013 è stato il sito americano B2B Marketing che, in collaborazione con Circle Research, ha pubblicato il Social Media Benchmarking Report, realizzato intervistando circa 230 responsabili marketing di aziende che operano nel business to business.

Pur sottolineando la capillare diffusione dei social media nel marketing B2B, il report ne indica chiaramente le criticità: secondo i dati, infatti, solo il 38% delle aziende che li utilizzano lo fanno secondo una strategia definita; la stragrande maggioranza, il 61%, agisce con interventi “ad hoc”, che si presuppone quindi non siano più di tanto pianificati. L’impressione è quella che le aziende B2B abbiano ben compreso la rilevanza degli strumenti social, ma non siano ancora in grado di integrarli strategicamente nel proprio più ampio paniere del marketing online e del marketing in generale.

A riprova di ciò, un secondo dato indica che più della metà delle aziende reputa i social media importanti per il proprio business (con una ristretta minoranza, inferiore al 10%, che li giudica fondamentali e pochissimi che li ritengono non importanti), ma che i tre principali obiettivi per i quali sono utilizzati non sono di livello strettamente strategico: il primo è portare traffico al sito aziendale, il secondo è posizionare il brand e il terzo rafforzarne l’immagine sul mercato.

Quando si tratta di misurare i risultati delle attività social, le aziende monitorano soprattutto 4 indicatori: il traffico generato dai social sul sito web, il numero di follower (o fan) sulle diverse piattaforme, il numero di download dei contenuti postati (per esempio PDF di ricerche, white paper etc) e, stranamente solo al quarto posto, il numero di contatti profilati, cioè i potenziali contatti commerciali, acquisiti tramite i social. Ancora spinosa appare la questione del ROI: per quanto le aziende spendano nelle attività sui social media, il calcolo del ritorno sull’investimento è ritenuto ancora molto difficile: il 44% degli intervistati è convinto che il ROI dei social media non possa essere calcolato, il 9% non si pone nemmeno la questione, il 30% dichiara che è possibile calcolarlo qualche volta, sporadicamente, e solo il 17% pensa che si possa calcolare con un certo grado di continuità.

Infine, una sorpresa: il social media più utilizzato dalle aziende B2B risulta essere Twitter, con l’85% dei rispondenti che vi ricorre per promuoversi; LinkedIn, che la maggior parte delle statistiche indica come “la” piattaforma dove intessere relazioni B2B viene solo al secondo posto, utilizzato dall’82% delle aziende. Segue YouTube, con il 77% e il peso conferitogli dall’importanza che il formato video sta assumendo in generale nel marketing dei contenuti. Facebook, il social più diffuso del mondo, è solo al quarto posto, con il 71% degli intervistati che dichiara di utilizzarlo per operazioni di marketing B2B. Google+, che è oggi utilizzato da una minoranza (il 36%) di aziende, è ritenuto però essere il social del futuro per chi opera nel B2B, con previsioni di crescita che ne prevedono una portata triplicata entro il 2014.

Commenta su Facebook