Brand reputation: 4 italiane nella classifica delle 100 aziende con la migliore reputazione nel mondo
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Un aumento di 5 punti nella reputazione corrisponde all’incremento del 7% della disponibilità dei consumatori a raccomandare un’azienda e i suoi prodotti: il Global RepTrak 100 di Reputation Institute, lo studio che la società specializzata in corporate reputation ha stilato per indagare quali sono i brand che godono del maggiore apprezzamento presso l’opinione pubblica globale, conferma il legame indissolubile fra percezione positiva e performance di business.

Dopo lo studio effettuato sui consumatori italiani, Reputation Institute pubblica ora l’indagine globale, realizzata sulla base di 55mila interviste condotte in 15 paesi del mondo: gli intervistati sono stati invitati a esprimersi sulle 100 maggiori aziende internazionali utilizzando quattro indicatori emozionali: fiducia, stima, ammirazione e sensazione positiva. Emerge che non soltanto i consumatori sono significativamente più propensi ad acquistare e raccomandare prodotti e servizi delle aziende che figurano nella parte alta della classifica, ma anche che la reputazione è più alta a “casa propria”: soltanto il 16% dei brand analizzati , infatti, ha una reputazione più forte a livello internazionale che nel proprio paese d’origine e il Global RepTrak 100 rileva che la “raccomandabilità” delle aziende estere è inferiore del 55% a quella delle aziende locali, indipendentemente dal paese o dal settore merceologico del brand.

Per le grandi aziende multinazionali, i cui volumi di business derivano principalmente dal complesso dei mercati esteri e solo in percentuale minoritaria dal paese di provenienza, la costruzione e il mantenimento della reputazione a livello globale diventa così un fattore essenziale: non a caso, il 60% dei 313 top manager intervistati a margine dello studio vede un rapporto diretto fra reputazione e quote di mercato, anche se poi soltanto il 20% riconosce di essere in grado di gestirla e di proteggere l’azienda dai rischi reputazionali che invece si presentano. Il 56% considera già oggi la reputazione una priorità di cui occuparsi, e il 63% dichiara che nei prossimi 2/3 anni sarà un aspetto cruciale delle politiche aziendali.

Secondo il Global RepTrak 100 l’azienda che gode della migliore reputazione a livello globale è BMW, l’unica a posizionarsi fra le prime 5 per ognuna delle 7 dimensioni che compongono il valore reputazionale (qualità del prodotto, qualità del posto di lavoro, grado di innovazione, eiticità, responsabilità sociale, risultati finanziari e capacità del management di esprimere leadership). Al secondo posto si posiziona The Walt Disney Company, seguita da Rolex, Google e Daimler (gruppo Mercedes-Benz).

Le prime in classifica hanno tre caratteristiche in comune: una “corporate story” che tocca tutte e 7 le dimensioni della reputazione, coinvolgono gli stakeholder non solo a livello di prodotto ma anche a livello corporate e integrano la gestione della reputazione nella loro strategia di business generale.

Per quanto riguarda i brand italiani, sono 4 quelli che sono entrati nella top 100 globale: Giorgio Armani, al 23° posto (è il primo per reputazione secondo i consumatori italiani), Ferrero, al 29° posto (al secondo della classifica italiana), Pirelli, al 33° posto mondiale e al 18° posto in Italia, e Barilla, 34° nel mondo e 5° in Italia.

Analizzando la classifica, si rileva inoltre l’ingresso, per la prima volta, di Nestlè fra le prime 10 ( è al 9° posto) e lo scivolone di Apple, che dal 5° posto dello scorso anno si ritrova ora in 12° posizione. Uno solo, Marriott International, il gruppo alberghiero internazionale che si è guadagnato un posto nella top 100, piazzandosi al 40° posto, mentre le linee aeree sono 4: quella con la migliore reputazione è SAS (Scandinavian Airlines), al 70° posto, seguita dall’australiana Qantas (75°), da Air France (86°) e, infine, da British Airways (90°).

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