I social media “parificati” ai siti internet: negli Usa le aziende quotate possono utilizzarli per informare gli investitori
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È la conferma definitiva che i social media sono entrati a pieno titolo nella vita “istituzionale” delle aziende: con una decisione destinata a cambiare la comunicazione aziendale, la Security and Exchange Commission (SEC), l’autorità di controllo che governa la Borsa americana, ha approvato l’utilizzo dei canali social più diffusi, per esempio Facebook e Twitter, per divulgare informazioni corporate che possono influenzare gli andamenti borsistici.

La questione è stata affrontata a seguito di un post che Reed Hastings, CEO della società specializzata in servizi di streaming Netflix, aveva pubblicato sulla pagina Facebook dell’azienda in cui riportava un dato record di traffico sul sito (il miliardo di ore di streaming in un solo mese). L’informazione aveva causato il rialzo del prezzo delle azioni Netflix e la SEC aveva avviato un’indagine per stabilire se il post, che non era stato seguito da un comunicato ufficiale, avesse violato il Regulation Fair Disclosure che impone alle aziende di dare accesso a questo tipo di informazioni a tutti gli investitori nello stesso momento per non alterare gli equilibri di mercato.

La maggior parte dei social media sono canali perfettamente adatti a comunicare con gli investitori, a meno che l’accesso non sia limitato o che gli investitori non sappiano di doversi aggiornare anche su quei canali” è la conclusione a cui è giunto George Cannellos, direttore della divisione Enforcement della SEC.

Pagine e profili aziendali sui social media sono quindi stati “parificati”, al fine della diffusione di informazioni sensibili, ai siti web ufficiali, a condizione che le aziende avvertano investitori e stakeholder dei nuovi canali aperti e vi divulghino informazioni accurate e veritiere.

In ogni caso, rileva il sito SocialMediaInfluence.com, le piattaforme social rimarranno probabilmente un canale di comunicazione istituzionale marginale ancora per un po’: secondo una ricerca della Stanford University, soltanto il 14% delle aziende americane comunica con gli azionisti attraverso Facebook e simili, e quelle che postano informazioni di mercato rilevanti lo fanno simultaneamente anche con documenti e comunicati ufficiali.

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