Il lavoro è mobile: nelle aziende italiane è boom di smartphone e tablet personali
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Nel 63% delle aziende italiane la maggior parte dei dipendenti utilizza i propri dispositivi mobili per lavorare e in quasi tutte (il 93%) c’è almeno un dipendente che si serve di smartphone e tablet privati per scopi lavorativi, principalmente per attività di base quali controllare le email, i documenti online o il calendario.

Il trend, chiamato Bring Your Own Device (BYOD) è ormai consolidato a livello globale, e sta modificando non soltanto le abitudini di chi lavora, ma anche le strutture di business delle aziende. Lo rileva una ricerca di Avanade, fornitore di servizi tecnologici aziendali che ha indagato l'argomento presso 600 executive aziendali di alto livello nei cinque continenti.

Le aziende si avvalgono in misura crescente di soluzioni e tecnologie mobili per dare modo ai dipendenti di svolgere il proprio lavoro: in particolare, lo studio sottolinea il ruolo emergente dei tablet, già considerati strumenti professionali: il 37% dei dirigenti italiani intervistati ne riporta l’utilizzo per operazioni di base da parte della maggioranza dei dipendenti, mentre un altro 33% dichiara che i tablet sono utilizzati anche per attività avanzate come il CRM, il project management, la creazione contenuti e l’analisi dati.

“Per sfruttare al massimo i vantaggi apportati dalla mobility sia a impiegati che clienti, le aziende stanno ridisegnando la propria struttura di business, modificando processi quali le vendite e il marketing e rivedendo alcune posizioni aziendali, come le risorse umane, al fine di ottimizzare l’utilizzo dei device mobili e le nuove tecnologie consumer”, commenta Ugo Castellani, mobility & outsourcing director di Avanade Italy.

Il trend del BYOD sfrutta la cosiddetta IT consumerization, cioè la diffusione dei dispositivi tecnologici presso una percentuale sempre più alta di consumatori, ma pone un nuovo interrogativo: se è vero che le aziende beneficiano del fenomeno, cavalcando l’onda della tecnologia di proprietà dei dipendenti, è anche vero che i dispositivi progettati per il mercato consumer non sempre si adattano alle necessità aziendali, in termini di software e prestazioni, a seconda delle mansioni del dipendente.

Ecco quindi che il BYOD potrebbe venire scalzato dal BTRD (bring the right device), cioè “porta il giusto dispositivo”: in questo caso le aziende dovrebbero investire in dispositivi mobile propri da fornire ai dipendenti, ma ottimizzerebbero le prestazioni e, probabilmente, anche la sicurezza dei dati.

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