Le 100 idee che hanno cambiato il marketing: intuizioni e strumenti per un nuovo rapporto fra brand e consumatori
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Semplici o geniali, legate all’innovazione tecnologica o frutto di pura intuizione, universalmente applicate o ancora di nicchia: sono tante le idee che hanno contribuito e stanno contribuendo a cambiare le regole del marketing e della comunicazione aziendale.

Le 100 migliori idee di marketing, quelle più importanti, quelle che negli ultimi decenni, e soprattutto negli ultimi anni, hanno ridisegnato strumenti, ruoli e compiti dei marketer e dei comunicatori sono state raccolte dall’agenzia di marketing statunitense Hubspot nell'ebook 100 Ideas that changed marketing, scaricabile gratuitamente dal sito dell’agenzia.

È interessante scorrerle tutte e 100: nell'elenco, oltre ai più importanti strumenti su cui è necessario essere aggiornati, figurano elementi magari non immediatamente riconducibili al marketing, ma che invece molto vi hanno a che fare, ed è utile rivederli quindi con una nuova consapevolezza per utilizzarli strategicamente.

Ecco di seguito 10 idee, scelte dalla redazione di Event Report tra le 100 dell'ebook, che possono costituire un utile vademecum per i professionisti degli eventi, del marketing e della comunicazione e ispirarne il lavoro:

1. Apple
L’azienda di Steve Jobs ha cambiato il modo di fare marketing imprimendo uno stile personale e ben connotato alla produzione di oggetti, alla loro commercializzazione e comunicazione. Il segreto di Steve Jobs? Creare prodotti davvero innovativi, capaci di rispondere in modo nuovo ai bisogni dei consumatori e di crearvi attorno un mondo (creare non solo lo strumento ma anche i contenuti), fidelizzando così un pubblico di veri fan del brand.

2. Authority endorsement
L’appoggio autorevole di un soggetto accreditato presso il pubblico di riferimento dà valore all’organizzazione o al prodotto: è questo il principio delle prefazioni ai libri redatte da scrittori o figure di spicco di un determinato ambito, oppure dei testimonial negli spot pubblicitari o dei patrocini ricercati in occasione di eventi da parte di istituzioni e associazioni prestigiose. Un meccanismo semplice, ma di effetto.

3. Business card
Il marketing passa anche dagli oggetti e riguarda anche la promozione di sé. Anche i biglietti da visita in fondo sono una semplice ma efficace idea di marketing per aumentare la notorietà del proprio brand "personale" e di quello della propria azienda. La creatività ne ha moltiplicato i format e i contenuti: l’ultimo trend impone una piccola foto, che ci rende meglio riconoscibili e si lega all'immagine pubblicata sui sistemi di messaggistica, come skype, e sui profili dei social network.

4. Crowd sourcing
Il termine si è diffuso dal 2006 e sta indicare la pratica di ottenere servizi, idee o contenuti sollecitando contributi da un folto gruppo di persone, in particolare utilizzando gli strumenti di comunicazione digitale per raggiungere la vasta platea di internet. Spesso questa operazione non prevede costi, o con meccanismi di giochi a premi e concorsi riesce a sollecitare la creatività di un'ampia platea di soggetti, raccogliendo molte idee a costi davvero contenuti. In tempi di crisi, può davvero fare la differenza.

5. Customer review
Il passaparola è oggi la più influente leva di marketing, le ricerche lo hanno dimostrato: la voce dei consumatori gode di una grande autorevolezza presso gli altri consumatori. Permettere agli utenti di lasciare commenti e giudizi su prodotti e servizi dà la possibilità di vedere accrescerne notevolmente il gradimento senza grandi costi aggiuntivi. Su questo meccanismo si sono basati poi veri fenomeni come TripAdvisor – e siti simili, venuti dopo – che offrono un servizio di raccolta di customer review.

6. Experiential marketing
Coinvolgere i clienti/consumatori attraverso esperienze reali, sensoriali, che comunicano i messaggi del brand o i valori del prodotto in modo diretto e attraverso diversi canali  e supporti (immagini, suoni, odori, azioni): i risultati sono eccellenti, perché gli studi dimostrano che si ricorda molto di più un’esperienza fatta direttamente di un messaggio letto oppure visto. Gli eventi di marketing si basano proprio su questo principio e si sono affinati proprio nella capacità di tradurre il mondo del brand/prodotto/azienda in esperienze coerenti ed efficaci.

7. Infographics
L’infografica – quel mix cioè di grafici non decorativi, ma che veicolano informazioni, anche con l’ausilio di brevi testi – si sta diffondendo sempre di più nella comunicazione, editoriale ma anche commerciale. Semplificare, sintetizzare, rendere la lettura veloce e la comprensione rapida sono infatti i punti di forza di questi grafici, che il lettore di oggi – bombardato da molti messaggi ogni giorno e sempre di fretta – apprezza particolarmente.

8. Lead capture forms
Acquisire contatti utili è uno dei più importanti obiettivi di sales e marketing. Sono molto efficaci in questo senso le landing page, cioè quelle pagine web cui rimandano siti, link o email, dove l’utente si registra lasciando i propri dati per poter accedere, per esempio, a un contenuto, iscriversi a un concorso, ottenere una promozione speciale. In questo modo si usa il sito internet aziendale non solo per fornire informazioni, ma anche come fonte per acquisire contatti.

9. SEO (search engine optimization)
I motori di ricerca sono diventati lo strumento principe con cui i consumatori cercano informazioni, soluzioni, prodotti: è diventato quindi indispensabile per qualsiasi tipo di azienda o organizzazione farsi trovare nel momento in cui l'utente cerca qualcosa di attinente ai propri servizi. Di questo si occupa il SEO, che con accorgimenti di diverso tipo permette ai siti web di essere visualizzati fra i primi risultati delle ricerche organiche sui motori. Il business legato al SEO è davvero imponente, miliardi di dollari tra ricavi dei motori di ricerca e lavoro delle agenzie specializzate.

10. Virality
Il viral marketing ha come obiettivo quello di innescare la trasmissione di messaggi con un meccanismo di comunicazione virale, ossia massiccia e spontanea, che si autoalimenta grazie al passaparola. Per avviarla è necessario coinvolgere una community di utenti/consumatori con un contenuto rilevante, così interessante che l’utente stesso sia spinto a diffonderlo spontaneamente. Su YouTube i video si diffondono così, grazie alla condivisione degli utenti, e i risultati di diffusione sono esponenziali.

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