Social media in ufficio: il 67% delle aziende blocca l’accesso a Facebook
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I chief information officer europei non apprezzano che i dipendenti utilizzino i social media sul posto di lavoro, tanto da bloccarne l’accesso dalla rete aziendale. Lo afferma un’indagine di Easynet Global Services e Ipanema Technologies, società che forniscono applicazioni e soluzioni di rete. Dei 550 responsabili dell’IT aziendale intervistati in tutta Europa, Italia compresa, il 67% ha dichiarato di avere bloccato Facebook, il social in cima alla lista dei più ostracizzati.

Altre piattaforme social, o più banalmente alcune tipologie di contenuti, non hanno migliore fortuna: secondo l’indagine, infatti, il 60% degli intervistati ha inibito l’utilizzo di YouTube, il 49% ha bloccato Twitter e il 56% non consente la fruizione di alcun contenuto video dalla rete aziendale.

La ragione del blocco, quando espressa dai responsabili dell’information technology, non è tanto evitare che i dipendenti perdano tempo e si distraggano, quanto piuttosto proteggere le reti aziendali da sovraccarichi e la sicurezza dei dati. La tendenza è comunque fortemente stigmatizzata dagli esperti del settore, secondo cui bloccare i social media non soltanto preclude all’azienda i vantaggi di marketing e customer relation offerti dalle piattaforme social, ma rischia anche di fare perdere loro il vantaggio competitivo e di demotivarne il personale.

Le nuove generazioni non hanno mai conosciuto un mondo senza internet: per queste persone i social media e il web rappresentano un modo di vivere. Le imprese devono poter usufruire di quanto di buono i social media hanno da offrire, e utilizzarli per migliorare i rapporti con il proprio personale e la fidelizzazione dei clienti, certamente non devono combatterli" ha affermato Lisa Myers, CEO di Verve Search, agenzia inglese specializzata in SEO e Social Media.

La questione generazionale è posta anche da Justin Fielder di Easynet: "Il divario tra Generazione X e Generazione Y sta diventando un abisso. Non si tratta solo di attirare e trattenere giovani talenti, ma del modo migliore per creare un dialogo, e mantenerlo vivo, con i clienti. I social media sono l'ossigeno di chi non ha ancora compiuto i 30 anni, che vi trova gli strumenti preferiti per comunicare, formarsi e informarsi. Hanno enormi implicazioni per un percorso professionale di successo. I dirigenti delle imprese devono comprendere questo dato di fatto, pena il rischio di mettere in pericolo la propria attività".

Gli autori della ricerca sostengono che la maggior parte dei problemi di impatto sulla rete aziendale che derivano dall’utilizzo dei social media da parte dei dipendenti possono essere risolti monitorando le applicazioni aziendali e il traffico di rete per verificare l’ampiezza di banda e la conformità delle prestazioni con le priorità di business.

L’esempio da seguire è quindi quello di Microsoft, che ha recentemente acquisito Yammer, un sito di social networking aziendale: “La notizia conferma ulteriormente l'importanza dei social network sul posto di lavoro”, ha commentato Thierry Grenot, vicepresidente esecutivo di Ipanema Technologies. “Sembra quindi che le aziende europee debbano rivedere le loro politiche in questo ambito e recuperare il tempo perduto”.

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